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Commemorazione dei Caduti ad Olbia

Le associazioni combattentistiche e d’Arma, i rappresentanti delle forze dell’ordine, autorità civili e militari hanno partecipato alla tradizionale cerimonia per la commemorazione dei Caduti. La manifestazione è iniziata con il raduno in piazza Regina Margherita. Da qui il corteo, preceduto  dalla Banda musicale  “Felicino Mibelli”,  ha raggiunto il Monumento di via Redipuglia per la celebrazione della messa  e la deposizione delle corone floreali. La funzione religiosa è stata officiata da Don Theron Casula che, nella sua omelia, ha citato, oltre al valore della pace, quello della tolleranza perché “le divisioni sono create dai pregiudizi e nessuna divisione può giustificare  la guerra.

Gli errori di chi ci ha preceduti devono servirci come esperienza per non ripetere gli stessi sbagli”.  Don Casula ha ricordato i caduti delle due guerre mondiali e  la memoria “di tutti coloro che hanno servito la famiglia, Dio e la Patria”. Nel suo breve intervento, il Sindaco Gianni Giovannelli ha attualizzato l’argomento, pur riconoscendo l’importanza di date come  il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. “E’ un dovere ricordare quanti hanno dato la vita per la Patria  e mantenere viva questa tradizione che è parte integrante della nostra cultura e della nostra civiltà - ha sottolineato il primo cittadino -  Ma, oltre ad essere consapevoli  del sacrificio di chi ha combattuto tanti anni fa, dobbiamo sostenere  tutti quelli che oggi lavorano per rendere le nostre vite più sicure. Voglio ricordare i nostri concittadini  Roberto Bazzoni e Antonio Sircana. Erano due volontari che hanno perso la vita  nell’aereo che li portava in Kosovo per  aiutare i profughi in fuga da una feroce repressione.

Penso, con grande commozione, anche alla signora romana la cui tragica fine impone una riflessione su questioni complesse e problemi reali, come l’immigrazione, che vanno affrontati confrontandosi senza ipocrisia. Solo superando le ideologie, gli schieramenti e i pregiudizi, è possibile dare risposte concrete. Il mio ringraziamento va a tutte le forze dell’ordine e alle associazioni di volontariato, sempre attive, sia in tempo di guerra che in tempo di pace. In questa società che si trasforma  a ritmi veloci e in una città così sensibile, fragile  ed esposta, quale è Olbia, il loro contributo è fondamentale così come la collaborazione di tutte le istituzioni, a ogni livello, per riuscire a garantire una convivenza civile e sicura”.