 |
|
Chiara Scarfò protagonista nella home gallery di Germana Olivieri
Terzo, grande successo per la home gallery di Germana Olivieri che, nella sua casa al civico 19 di via Acquedotto Romano, ha ospitato il “Paradiso perduto” di Chiara Scarfò. In mostra quattordici autoscatti e un self-clip della giovane artista ligure il cui unico soggetto è se stessa, il suo corpo come un pennello per dipingere le suggestioni di un luogo abbandonato, l’ex manicomio di Quarto (Ge). Qui, il silenzio, gli spazi vuoti, il degrado, fanno da cornice alla sua ricerca personale del “confine” tra pazzia e normalità. Chiara indossa la propria nudità senza esibirsi e senza esibire; quello che mostra è lei e non serve sapere molto altro.Un corpo, uno spazio chiuso, poi dieci secondi, quelli necessari per lo scatto. Sono il margine che la separa da noi, da tutto ciò che resta intorno. Il ritmo di quei dieci secondi diventa l’espressione massima del suo esserci, del suo esistere e del suo essere artista.
Una pratica cominciata per caso tra le quattro mura del suo appartamento. Prima ritratti allo specchio e in seguito luoghi con un significato speciale per i quali nutre un rispetto quasi riverenziale. Non tocca nulla, non porta via nemmeno una foglia, un sasso. “L’ex manicomio è un contenitore del dolore che custodisce ancora le storie di coloro che lo hanno dovuto popolare. Bisogna entrarci in punta dei piedi”. Così dice Chiara che aggiunge: “Là dentro, nuda e sola non ho paura, è come se in quel silenzio mi sentissi protetta; vivo quei momenti come guidata da una musica interna e mi aggiro per quei padiglioni con la certezza di essere accolta”. Dal pomeriggio fino a tarda notte, un flusso continuo di gente ha visitato la mostra, allestita in modo creativo ed originale, fra tante foglie sparse ovunque. Germana Olivieri, periodicamente apre la sua casa per accogliere le creazioni di giovani e talentuosi artisti di cui cura personalmente le esposizioni. Inaugurato il 30 giugno 2007 con una collettiva a cui h anno partecipato quindici artisti, “via acquedotto romano, 19” è un progetto no profit che vuole creare momenti di incontro e confronto intorno all’arte.
La prima volta, a giugno, ad ospitare quadri e sculture di vari artisti, erano state le scale e la terrazza di Germana Olivieri, rientrata ad Olbia dopo un Master in Comunicazione e Pubbliche Relazioni ed alcune collaborazioni con il Piccolo Teatro, Spoleto Festival e World Youth Orchestra. Altrettanto successo ha riscosso la seconda mostra, organizzata lo scorso ottobre, con i dipinti di Stefano Sanna, nato nel 1975 a Benin City in Nigeria, da padre italiano e madre svizzera. Anche il terzo appuntamento nell’accogliente home gallery: protagonista Chiara Scarfò, ha suscitato grande interesse e curiosità. Germana Olivieri descrive così il suo spazio: “Tutto ciò che accade in questo luogo è un invito all’incontro e al confronto: la mia casa è solo un mezzo perché ciò accada. In un’epoca in cui l’individualismo imprigiona la nostra propensione all’apertura, io voglio accogliere, a mia volta, un invito di molto tempo fa: Porta l’universo ad abitare nella tua casa e te stesso ad abitare nell’universo.
|
|