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Due relitti delle antiche navi in prima visione per Telethon

Grande successo per l’appuntamento più atteso della maratona olbiese di Telethon. L’apertura straordinaria del Museo Archeologico con l’esposizione dei primi due relitti appena restaurati ed assemblati, ha richiamato un flusso continuo di visitatori. Una selezione di immagini è visionabile nella sezione web gallery per Telethon nella home page di questo sito. Il Sindaco Gianni Giovannelli ha ringraziato Rubens D’Oriano e gli archeologi della Soprintendenza, la struttura comunale, la precedente amministrazione guidata da Settimo Nizzi, la Bnl e tutti coloro che si sono impegnati per mettere la cultura a disposizione della solidarietà e della ricerca. Il primo cittadino ha ribadito che  “il Museo è un patrimonio di tutto il territorio e rappresenta una preziosa opportunità di crescita per l’intera Gallura.” Anche il presidente della Provincia Pietrina Murrighile ha sottolineato l’importanza di “una struttura pregevole e ricca di contenuti, che deve essere sostenuta a tutti i livelli per diventare un polo di attrazione culturale e turistico”.

Per Giovanni Azzena, soprintendente delle province di Sassari e Nuoro, “andare al cuore dei problemi con attenzione assicura il rispetto di tutto ciò che è fragile” e, con questo spirito, bisogna affrontare il problema legato alla gestione del Museo. Il complesso, situato nel porto vecchio, a ridosso del centro storico, è stato definito “eccezionale” da Pier Giorgio Carmelita della BNL, rappresentata anche da Laura Giachery, referente Telethon di Olbia. La storia del ritrovamento delle 24 porzioni (da molto grandi a molto piccole) di navi risalenti a quattro diverse fasi cronologiche, è stata ripercorsa da Rubens D’Oriano. Sempre lui, insieme all’archeologo Edoardo Riccardi, ha illustrato al pubblico lo scafo romano e quello di età giudicale, sistemati in due sale del Museo. D’Oriano ha precisato: “In Italia solo altri 3 musei mostrano navi antiche (Aquileia, Marsala, Fiumicino) e quelli di Olbia sono i primi relitti ad essere esposti in Italia da 30 anni a questa parte, nonostante non siano né gli unici né i meno recenti ad essere stati rinvenuti o recuperati (precedenti rinvenimenti a Pisa, Ercolano, Comacchio, Grado, Ravenna, posteriori a Napoli).

La struttura museale espone i reperti che illustrano la storia del territorio e della città antica di Olbia, dal primo insediamento fenicio e greco alla colonia punica, dal municipium romano alla capitale giudicale medievale. Il Museo sorge sull'Isola Peddona, proprio dirimpetto all'area dello scavo dei relitti, che nell’antichità, chiudeva a nord lo specchio d'acqua portuale romano. Questa ubicazione è strategica anche ora non solo in funzione della sicurezza ma anche della fruizione, essendo l'isola incardinata tra il centro storico dell'area urbana e i moli d'approdò turistico e commerciale che vedono in estate il transito di 4 milioni di passeggeri. Con l'esposizione dei 2 relitti oggi visibili l'allestimento del Museo è terminato e si attende la messa a regime della sua piena funzionalità e gestione da parte del Comune di Olbia. E’ prevista la ricomposizione ed esposizione al pubblico di 5 dei relitti principali: 3 di quelli affondati dai Vandali e 2 della fase medievale. I primi 2 sono quelli oggi visibili (per gli altri 3 il lavoro di restauro è appena iniziato e saranno esposti in sequenza entro il 2010 man mano che saranno completati i trattamenti conservativi). Si tratta del relitto n. 2, del gruppo di quelli affondati dai Vandali, e del relitto C, del gruppo di quelli databili al Medio Evo e cioè i primi relitti d'Età Giudicale mai rinvenuti.

Si presenta al pubblico ciò che è stato effettivamente rinvenuto in scavo, cioè la metà degli scafi al di sotto della linea di galleggiamento (essendo il resto perduto a causa degli agenti atmosferici già in età antica). Nel corso di tre campagne di scavo (agosto 1999; maggio‑novembre 2000; marzo‑dicembre 2001) oltre ai relitti delle antiche navi è stata recuperata una strabocchevole massa di reperti, fondamentali anche per la conoscenza della tecnologia navale di quei tempi”. Rubens D’Oriano ha evidenziato che, tutto il materiale rinvenuto ad Olbia  ed ora custodito nel Museo, “fotografa” due degli eventi di svolta dell'evoluzione culturale mediterranea: la fine dell'Impero di Roma e la rivoluzione dei traffici marittimi all'avvento delle Repubbliche marinare. Centinaia di persone e tantissime scolaresche hanno visitato, nell’arco di tutta la giornata, i preziosi relitti esposti nel Museo. Successo pieno anche per la quantità di offerte pro-Telethon. Numerosi volontari, con la loro presenza hanno contribuito al regolare svolgimento della manifestazione. Da segnalare l’impegno della Polizia Municipale, Arpans, Protezione Civile, Forza Paris, Gaia e Guardia di Finanza.

 

 

 

 
 


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