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La malattia e la cura nell’Arte: una mostra da non perdere nel nuovo Ospedale

Resterà allestita fino al prossimo 26 dicembre nel padiglione S dell’ospedale Giovanni Paolo II la mostra “Curare e guarire. Occhio artistico e occhio clinico. La malattia e la cura nell’arte pittorica occidentale”. L’esposizione itinerante, curata da Giorgio Bordin (direttore sanitario dell’ospedale “Piccole figlie” di Parma), è stata  realizzata per l'associazione "Medicina e Persona" in occasione del XXVI edizione del Meeting per l’amicizia dei popoli di Rimini.  Per la prima volta, la mostra fa tappa in Sardegna dopo aver suscitato notevole interesse in molte città della penisola. La rassegna, visitabile dalle ore 10.30 alle 18.30, esplora il   rapporto tra arte e malattia, riproponendo opere pittoriche degli ultimi quattro secoli.

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre ai vertici dell’Asl 2, il Vescovo Mons. Sebastiano Sanguinetti e il Sindaco Gianni Giovannelli.  “Questa vuole essere un’ occasione per vivere in modo diverso l’ospedale: non solo luogo di cura e di malattia ma anche di incontro e scambio”, ha dichiarato il Direttore generale dell’Asl gallurese Lenzotti.  Il curatore Giorgio Bordin, nel presentare la mostra, divisa in quattro sezioni, ha spiegato che “ per fare la diagnosi ad un paziente servono occhi capaci di guardare e sentire come sanno fare quelli di un artista, occhi capaci di andare oltre la realtà apparente”.  L'itinerario documenta, in 46 pannelli, le opere relative alla produzione degli ultimi secoli di maestri quali Brueghel, Chagall, Matisse, Metsu, Picasso, Goya, Munch, Van Gogh e Frida Khalo. Ognuno dei pannelli ha un suo titolo-tema, illustrato da un quadro principale con relativo commento e altre opere secondarie riprodotte nello stesso pannello accanto all'opera di riferimento. Il percorso è stato suddiviso in quattro sezioni:  "Poveri malati e malati poveri", "Curare e Guarire", "Accanto ai malati". "Prospettive insolite".

Nella prima sezione l'attenzione è focalizzata sulla malattia, sulle sue componenti di povertà, solitudine, disagio e "provocazione" al mondo dei sani. La seconda parte presenta il malato nel suo bisogno globale del corpo e dell'anima in un’aspirazione alla salute che diventa desiderio di salvezza. La sottosezione sul 'bambino malato' è la più commovente della mostra ed evidenzia il rapporto della madre con il figlio per amore, quando la cura prescinde dall'esito, è accoglienza, condivisione del dolore. Nella terza sezione, la più "storica", si documenta il tentativo di risposta al bisogno dei malati. La quarta ed ultima parte della mostra è dedicata ad artisti che hanno vissuto in prima persona l'esperienza della malattia. Tutte le riproduzioni hanno come tema soggetti e situazioni in qualche modo legate alla malattia e alla cura, alla sofferenza e al dolore ma anche alla risposta dell’uomo a questa condizione ineliminabile dell’esistenza. Il messaggio potente dell’originale esposizione, pregevole anche nella scelta dei testi,  è che le cure mediche possono diventare arte quando il medico coglie e scambia con il suo malato "ciò che si esprime con difficoltà".