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Primo maggio tra pittura e musica
Inaugurata dal sindaco Gianni Giovannelli all’Expò la personale “Terranova, luci e colori” di Grazia Bardi, pittrice nuorese, formata alla scuola di Sisinnio Usai e Gavino Tilocca. L’artista, residente a Sassari, ha dedicato ad Olbia la sua mostra che, nel pomeriggio del 1° maggio, ha attirato un gran numero di visitatori. Le opere di Grazia Bardi colpiscono per il cromatismo, ora brillante ora morbido, ma sempre denso e ricco di sfumature. Nei suoi quadri si ritrovano vicoli e scorci di paese, luoghi della memoria e segni della vita quotidiana, spesso impreziositi da lamine d’oro e d’argento. Nella sua bella recensione della “personale” di Grazia Bardi, il critico-pittore Antonio Debidda, si sofferma sul personalissimo stile dell’artista nuorese, caratterizzato da “intuito compositivo, raro vigore di tavolozza e d’impasto, d’impianto scenico e architettonico…Trionfo di pregni volumi carichi di colore e poesia. Tonali impasti grumosi e spessi di solida, vigorosa pittura…” Quella di Grazia Bardi è arte matura e, allo stesso tempo, in continua evoluzione e sperimentazione. Pigmenti dei colori primari sono mescolati a lamine di metallo pregiato; linee, forme e contorni, sia nei dipinti astratti che in quelli figurativi, riescono sempre a comunicare l’incanto e lo stupore dell’artista. E’ successo anche nella galleria dell’Expò dove tanta gente si è ritrovata ad ammirare gli inconfondibili quadri di Grazia Bardi che ama dipingere su compensato. A volte la scelta cade su un solo colore che viene declinato in tutta la serie delle sue sfumature. Altre volte, dalla superficie dominata dal rosso fuoco o dal giallo sole, emergono sprazzi magmatici di colori ancora più vivi e accesi nel loro dirompente ma sempre armonico contrasto. Un vitalità ribelle che, a tratti, sembra trovare pace e approdo familiare nelle nature morte e nei fiori, intrisi di un’intimità raccolta e pienamente vissuta. La mostra all’Expò, aperta sino al 4 maggio (al mattino dalle 10 alle 13 e al pomeriggio dalle 17 alle 20) si snoda su un percorso che parte dal figurativo, passando attraverso i paesaggi che annunciano l’astrazione, per approdare all’informale. ***
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