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Tecnologia e tempestività per salvare la vita dei pazienti
“Sono necessari tecnologia e interventi tempestivi per salvare la vita dei pazienti”. Su questo punto concordano i migliori radiologi di varie regioni d’Italia e di tutta la Sardegna. Insieme a numerosi tecnici ed infermieri si sono ritrovati nell’auditorium del Museo archeologico per il convegno organizzato dal reparto di Radiologia dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Duecentocinquanta esperti, compresi diversi specialisti dell’ospedale cittadino, si sono confrontati sul tema “La diagnostica per immagini nelle urgenze”. Tra i relatori, Libero Barozzi, primario dell’unità operativa di Radiologia d'urgenza del policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. “E’ fondamentale intervenire in maniera tempestiva perché, se riusciamo a lavorare bene nella prima ora, si riesce a salvare la vita al paziente”, ha detto il primario bolognese. Gli specialisti hanno discusso delle più frequenti patologie urgenti, dei percorsi diagnostici e delle tecniche d'imaging più idonee per ogni tipo di patologia, siano esse traumatiche e non. Messa in risalto anche l’elevata tecnologia raggiunta dalla diagnostica strumentale della Asl di Olbia, passata ormai da circa un anno dal sistema analogico a quello digitale: “La Asl di Olbia – ha spiegato il primario del reparto di Radiologia dell’ospedale di Olbia, Vincenzo Bifulco – è interamente informatizzata, allineata agli standard nazionali sia nelle tecnologie che nei protocolli diagnostici. Con il Tac multistrato di ultima generazione, il paziente grave viene studiato dalla testa alla pelvi e, in meno di un minuto, si può fare una diagnosi tempestiva. Fondamentale è il lavoro di équipe che, nel nostro ospedale, è molto sentito Gli esami diagnostici sono disponibili in tempo reale in ogni reparto e in ogni struttura della’Azienda gallurese, ma non solo. Il nostro reparto è in grado di trasmettere gli esami alle altre aziende sanitarie, anche oltremare. Inoltre, il passaggio dal sistema analogico a quello digitale consente una maggiore accuratezza degli esami che possono essere consegnati al paziente non più in scomode e ingombranti lastre ma in pratici cd”. È allo studio dell’Azienda sanitaria di Olbia la possibilità di attivare protocolli di intesa con altre strutture che possano garantire teleconsulenze specialistiche. Queste risultano fondamentali in situazioni di particolare emergenze in cui è indispensabile la tempestività per la pianificazione terapeutica dell’intervento. Infatti, attraverso l’individuazione delle priorità, è possibile intervenire celermente e salvare la vita del paziente. Per questo è importante la creazione dei dipartimenti d’emergenza, previsti dal piano sanitario regionale, ma non ancora attivati negli ospedali della Sardegna, fatta eccezione per il Brotzu. Un auspicio in tal senso è stato espresso dal primario Libero Barozzi e da Massimo Valentino, radiologo del policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Ricordati, infine, i numeri del reparto di Olbia: nel 2007 sono state eseguite oltre 10.000 tac, circa 12mila ecografie, 3.800 risonanze magnetiche, 35mila esami tradizionali e 3.000 mammografie.
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