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Chiese Campestri

Quasi tutte le numerose chiese campestri presenti nelle campagne di Olbia costituiscono un’interessante memoria di antichi centri abitati medioevali estinti o di piccoli monasteri scomparsi. Alcune di esse si conservano allo stato di rudere appena leggibile fra la vegetazione di macchia, altre invece -e ciò per massima parte- si presentano nella loro definitiva fase costruttiva, non risalente ad oltre il XVIII secolo. In occasione della festa annuale del Santo titolare della chiesa, vengono organizzati dai relativi comitati dei ritrovi gastronomici che fanno seguito alla celebrazione della Messa. Ci si limita qui a quattro delle chiese campestri più amate dagli olbiesi, che presentano peculiarità che possono trovarsi in molte altre chiese analoghe dell’Isola, permettendo di farsi un’idea della semplicità dell’architettura come della vivacità e della spontaneità di alcune più vive devozioni popolari locali.

S. Lucia

Ubicata nella regione omonima a Nord di Olbia, non lontana dalla strada per la Costa Smeralda, è stata restaurata di recente. La chiesetta presenta nella facciata un’iscrizione che prova la sua ricostruzione al 1866, ma sicuramente l’impianto originario della chiesa era precedente di vari secoli. Al suo interno si custodiscono diversi stendardi dipinti, più o meno antichi, appartenenti a comitati o relativi a donazioni di privati.

Feste: la prima domenica di settembre ed il 13 dicembre

Santa Maria di Terranova (o di Larenthanos)

Meglio conosciuta dagli olbiesi col nome di Santa Mariedda è ubicata a pochi chilometri da Olbia, sulla destra della strada per Monte Pino-Tempio. L’edificio che si vede attualmente risale alla seconda metà del XVIII, ma l’origine dell’edificio di culto risale al Medioevo, certamente legato ad un monastero di Vittorini di  Marsiglia colà insediatosi nell'XI secolo. La chiesa, pavimentata in cotto sardo, custodisce al suo interno una graziosa statua di Madonna col Bambino in marmo.

Feste: l’ultima domenica di aprile e la seconda domenica di settembre.


Nostra Signora di Cabu Abbas

La chiesa sorge alle falde del colle di Cabu Abbas, che trae il suo nome dalla sorgente che alimentava l’acquedotto romano dell’antica Olbia. Recenti studi hanno appurato che tale sorgente era posta in corrispondenza proprio della chiesa, sottostante ad essa, per cui la denominazione stessa della chiesetta costituisce da sé un’importante indizio. L’edificio presenta rimaneggiamenti recenti, mentre la sua costruzione risale al 1760, comedimostra la data scolpita sul portale. All’interno è custodito un retablo del XIX secolo raffigurante i misteri dell’infanzia di Cristo. 

Feste: la seconda quindicina di maggio e l’8 settembre.

S. Vittore

A circa quattro chilometri in linea d’aria da Olbia, non lontana dalla chiesa di S. Lucia, è forse la più caratteristica delle chiese campestri olbiesi, avendo mantenuto quasi fedelmente la tipologia originaria del XVII secolo, con pavimento in cotto e copertura a capriate in legno. Nel prospetto principale si può intravedere, inglobato nel paramento murario, parte di un grande arco a sesto acuto pertinente ad una fase precedente.

Festa: domenica precedente al 15 maggio. M.M.A.
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