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  Gli ultimi sviluppi del "caso Province"

Il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi ha riunito i sindaci del territorio a seguito dell'iniziativa di alcuni imprenditori, in prevalenza cagliaritani, che intendono rendersi promotori di una raccolta di firme per un referendum abrogativo della Legge istitutiva delle Nuove Province.
Il consigliere regionale Gianni Giovannelli,sempre a seguito della succitata iniziativa, ha preannunciato un'azione legislativa tendente a modificare l'attuale normativa referendaria che risale al 1957.

L' incontro odierno, alla presenza degli organi di informazione, è stato promosso dal Sindaco Nizzi al fine di concordare una linea d'azione unitaria ed efficace per fronteggiare l'ennesimo tentativo di bloccare l'attuazione della legge sulle nuove province. Dagli interventi dei sindaci presenti in sala Giunta è emersa la consapevolezza e la determinazione di dover procedere a una nuova mobilitazione, concertata con i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali. I consiglieri regionali Giovannelli e Satta e l'assessore regionale agli Enti Locali Biancareddu, presenti all'incontro, hanno confermato la loro totale disponibilità ad operare di concerto con i rappresentanti istituzionali dei territori interessati, sostenendo tutte le iniziative che verranno poste in essere per affermare le prerogative delle autonomie locali e la potestà legislativa regionale in materia di istituzione dei nuovi enti locali.

Il presidente del Consiglio comunale di Olbia Tonino Pizzadili ha dichiarato che, in questa fase "è utile far uscire allo scoperto i nemici palesi e, soprattutto quelli occulti che, dietro le quinte, continuano a lavorare contro il decollo della provincia Olbia-Tempio". Pizzadili ha chiesto quindi una presa di posizione chiara e precisa ai rappresentanti dei partiti e delle istituzioni. Secondo il consigliere regionale Enzo Satta, " a Cagliari è in atto una pericolosissima offensiva di tipo centralistico contro la Gallura che rischia di mettere in ginocchio l'economia del territorio".

L'iniziativa degli imprenditori cagliaritani, oggi al centro delle polemiche, rientrerebbe, appunto, nell'ambito di questa strategia che vede schierati interessi forti contrari all'autonomia di un territorio importante e in continuo sviluppo quale è la Gallura. Ed è stata bollata dal consigliere Giovannelli come un "tentativo piratesco di espropriarci di un diritto; un attacco ingiustificato ed inaccettabile alle Autonomie Locali e alla potestà legislativa regionale, che mortifica le popolazioni di tutta la Sardegna, svelando il livello di effettiva contrarietà verso la Gallura, il Sulcis, l'Ogliastra ed il Medio Campidano, da parte, non soltanto dei soggetti promotori del Referendum, ma soprattutto di coloro, bene individuati ed individuabili, che hanno ispirato e che intendono sostenere tale inqualificabile azione".