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Un correttivo per non penalizzare i cittadini in
buona fede Un importante correttivo
alla delibera commissariale n.63 del 24 maggio scorso è stato messo
a punto dalla Commissione Urbanistica. L’emendamento, che dovrà
ora essere ratificato dal Consiglio Comunale, intende fare salvi i diritti
dei numerosi cittadini che avevano acquistato appezzamenti di terreno
in zona agricola dell’estensione di 5000 metri quadri ma non hanno
ancora potuto costruire a causa dell’ ordinanza emessa dal Commissario
Straordinario Mario Tafaro. Questa stabiliva che il lotto minimo per l’edificazione
in zone agricole non fosse di 5000 quadrati, come recita il PDF del Comune
di Olbia, ma di 1 ettaro.
L’ordinanza del commissario aveva fatto scattare le norme di salvaguardia
che hanno causato il blocco di moltissime pratiche avviate da quei cittadini
che, dopo aver acquistato appezzamenti di terreno da 5000 metri, presentato
dei progetti e, in alcuni casi, pagato anche la Bucalossi, non hanno potuto
ottenere l’autorizzazione a costruire. La delibera firmata dal Commissario
Tafaro, pur interpretando un orientamento generale volto alla tutela del
territorio contro l’estendersi delle speculazioni edilizie, non
aveva tenuto conto delle situazioni in atto. Da qui l’esigenza di
una revisione di quella delibera. Con l’adozione definitiva del
nuovo provvedimento da parte del Consiglio Comunale, coloro che, prima
del 24 maggio 2002, in buona fede, hanno acquistato con rogito notarile
o presentato progetti, potranno realizzare residenze su un lotto di 5000
metri quadri. Mentre resta fissa la misura di un ettaro per chi ha acquistato
terreno o presentato progetti dopo il 24 maggio 2002.
Il nuovo provvedimento ha un duplice scopo: sanare una situazione di stallo
che penalizzava ingiustamente le fasce più deboli e salvaguardare
l’agro da “saccheggi e speculazioni selvagge”, introducendo
regole certe. Queste verranno definite con grande chiarezza all’interno
del PUC che riserverà un’attenzione particolare al territorio
dell’agro. L’obiettivo è quello di consentire un armonico
e flessibile utilizzo conciliando le esigenze di tutela ambientale e di
valorizzazione in termini di produttività attraverso i miglioramenti
fondiari e le riconversioni dettate dalle esigenze di rinnovamento del
comparto agro-zootecnico. A tal fine si sta lavorando per censire le varie
realtà e “fotografare” la situazione attuale dell’agro
olbiese.
La Commissione, inoltre, ha precisato che attualmente nell’agro,
grazie alla determinazione del 13 settembre 2002 assunta dal Dirigente,
non si possono realizzare residenze se prima non viene eseguito il miglioramento
fondiario con i locali attinenti. Nei giorni scorsi si è insediata
la Commissione Agricoltura del Comune, presieduta dal Sindaco Nizzi, in
cui sono rappresentate le tre confederazioni di categoria (Coldiretti,
Cia e Confagricoltori). Verranno individuate le zone in cui sarà
consentita la residenza intesa in senso stretto, quelle riservate all’agricoltura
intensiva o adatte a nuovi insediamenti di tipo produttivo, seguendo anche
un criterio di flessibilità per la valorizzazione globale del territorio.
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