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La Musica dei Popoli alla Stazione Marittima

La sedicesima edizione del Festival di musica etnica “Emmas” ha come filo conduttore la voce femminile, presente in quasi tutti i gruppi partecipanti, e come slogan “ unu ranu de trigu” (un seme di grano): messaggio di pace, speranza e ricerca di quell’equilibrio oggi sempre più difficile da trovare. Musica senza confini per artisti che aprono nuovi orizzonti su realtà spesso sconosciute perché non inserite nei circuiti commerciali convenzionali. Gesuino Deiana e Bruno Piccinnu, hanno presentato il programma del Festival, insieme a Luciano Bisogni dello staff organizzativo di Emmas.

L’Associazione Musicultura Sardegna anche quest’anno, è riuscita nel suo obiettivo: un confronto e uno scambio tra artisti di culture diverse. La finalità è quella di avvicinare i popoli, seguendo il principio del rispetto reciproco, mediante il magico potere delle note musicali. Gli artisti non sono stati selezionati in base ad un criterio commerciale, ma per l’omogeneità della proposta artistica e culturale. I concerti-live si terranno il 27, il 28 e il 29 dicembre nella sala convegni della Stazione Marittima, a partire dalle 21. Ma, già dalle 18,30, negli spazi adiacenti, si svolgeranno esposizioni di artigianato, interventi musicali e happening vari. L’edizione di Emmas 2002 ha avuto il sostegno finanziario della Regione e contributi economici dal Comune di Olbia e dalla Comunità Montana. Questo è il calendario dei concerti, articolato nelle tre giornate. Venerdì 27 si esibiranno i Sarawan del Kurdestan con i tamburi iraniani, ritmi e canti per un repertorio misto che attinge alle cerimonie sacre e a quelle profane.

La musica locale sarà rappresentata dai “Pater Mediterraneo” con il loro etno-jazz, reduci dal recentissimo successo di Strasburgo; a seguire si esibiranno, per il canto a chitarra, i sardi Daniele Giallara e Alessandro Carta (Sardegna); chiuderà la serata il duo composto da Valentino Tamponi e Michela Calabrese. Sabato, 28 dicembre, spazio alla musica tunisina con “Radio Babylon”; a quella sarda, mutevole e fascinosa dei “Tanca Ruja” e al folklore italiano dei “Canti-Eri Oltremare”. Prevista anche l’esibizione dei due musicisti sardi Andrea Pisu e Giancarlo Mascia con le loro launeddas. Domenica 29 dicembre, per la serata finale di Emmas, saliranno sul palcoscenico il violinista bretone Regis Huby con il suo gruppo, la cantante marocchina diciannovenne “Ferdaous”, già molto affermata nel suo paese, i Tenores di San Paolo di Monti e il complesso “Vagjime”, composto da sette membri e vincitore del “Concorso della Canzone Corsa”. Ogni anno, il Festival Emmas richiama alla Stazione Marittima, circa tremila persone ed e’ un evento che ha ormai acquisito una sua continuità e un’immagine di grande coerenza artistica e culturale.

 
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