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Emmas
2002 chiude con un bilancio positivo Un
migliaio di persone, nell’arco di tre serate (27-28-29 dicembre),
hanno assistito alle performances dei numerosi artisti, provenienti da
varie nazioni, impegnati nel Festival di Musica Etnica “Emmas”.
La manifestazione, come ogni anno, si è svolta nei locali della
Stazione Marittima.
Luciano Bisogni, dello staff organizzativo, si è dichiarato soddisfatto,
sia per il livello qualitativo dei concerti, sia per la risposta di un
“pubblico abbastanza numeroso e comprendente persone di tutte le
età che hanno molto apprezzato le esibizioni di tanti gruppi selezionati
in base all’omogeneità della proposta artistica e culturale”.
Particolarmente applauditi i Pater Mediterraneo, i Tancaruja di Pino Martini
e il travolgente gruppo Radio Babylon. Molto seguite anche le esibizioni
dei due musicisti sardi Andrea Pisu e Giancarlo Mascia con le loro launeddas,
del violinista bretone Regis Huby, della cantante marocchina diciannovenne
Ferdaous, già molto affermata nel suo paese e del complesso “Vagjime”,
composto da sette membri e vincitore del “Concorso della Canzone
Corsa”.
L’Associazione Musicultura Sardegna, anche quest’anno, è
riuscita a proporre un valido confronto tra artisti di culture e realtà
diverse, spesso sconosciute perché non inserite nei circuiti commerciali
convenzionali. Per l’edizione 2002 è stato scelto lo slogan
“unu ranu de trigu”, ovvero un seme di grano inteso come messaggio
di pace, speranza e fertilità. Molto visitati anche gli spazi adiacenti
che hanno ospitato esposizioni di artigianato e gli interventi dei vari
artisti prima dei concerti serali. La manifestazione ha centrato anche
un altro obiettivo: realizzare un’affascinante “continuità
musicale” tra i popoli dell’area mediterranea, alzando il
sipario su scenari e personaggi che hanno dato vita ad uno scambio di
esperienze artistico-culturali, interessanti e creative sotto molteplici
aspetti.
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