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  Aprirà anche ad Olbia un centro locale Intercultura


Leyley ha 16 anni, viene da Pechino e trascorrerà un anno a San Teodoro, dove è arrivata a settembre. Frequenta il Liceo Scientifico di Olbia; ad ospitarla è la famiglia Mossa, veterana di Intercultura, la prima organizzazione italiana di scambi internazionali di studenti. Il figlio Federico ha passato l’estate in una cittadina del Sud Africa e, il prossimo luglio anche sua sorella farà questa esperienza. Luca, di Olbia, è tornato entusiasta da un piccolo paese negli U.S.A, vicino alle cascate del Niagara. Ci ha vissuto per un anno, anche lui ospite di una famiglia, e ha frequentato la scuola locale con un buon profitto.

Queste sono alcune delle testimonianze di vita vissuta ascoltate oggi nel corso di un incontro organizzato, presso il Terzo Circolo didattico dalla direttrice Paola Sini, responsabile del Centro Risorse. Obiettivo dell’iniziativa: illustrare a presidi e docenti l’attività portata avanti da Intercultura, con il coinvolgimento diretto di alcune famiglie che hanno aderito al progetto. Marcello Cicalò, referente regionale dell’Associazione, ha spiegato la storia, le finalità e il lavoro capillare svolto da questa organizzazione di volontariato internazionale, attiva in Italia da 50 anni. (www.intercultura.it). Le nazioni che partecipano ai programmi avviati in tutto il mondo sono 56.

Sul territorio nazionale Intercultura opera attraverso 106 centri locali gestiti da volontari, tremila, i soci iscritti. La Sardegna è una delle regioni più rappresentate, con 12 centri (eccellente quello di Nuoro). Nella riunione di oggi, lo stesso Cicalò ha annunciato l’intenzione di voler aprire un centro anche ad Olbia. Nei prossimi mesi, presso il Terzo Circolo didattico, si terranno vari incontri per sensibilizzare l’opinione pubblica, selezionare i volontari e far conoscere agli studenti olbiesi e alle loro famiglie le possibilità offerte da Intercultura. Questo collaudato network di scambi internazionali, ogni anno coinvolge 30 mila studenti che si confrontano con stili di vita, metodi educativi e mentalità diverse. Imparano non solo le lingue, ma gli “strumenti” per capire culture diverse; vengono ospitati in famiglie selezionate nei quattro continenti e costantemente seguiti durante la loro esperienza scolastica all’estero.

Il ragazzo di San Teodoro, che ha trascorso l’estate in Sud Africa si è trovato a fronteggiare la realtà dell’apartheid: “ho imparato ad osservare, senza giudicare e sono riuscito ad inserirmi in una realtà difficile”. La famiglia di San Teodoro, si è detta “orgogliosa di poter ospitare la sedicenne di Pechino; la sua presenza arricchisce la nostra casa, da lei stiamo imparando tante cose nuove e anche emozioni dimenticate. Ci ha insegnato a riscoprire la natura alla quale eravamo abituati; il suo entusiasmo è contagioso”. Ora Intercultura scommette su Olbia, sulle potenzialità e sulle risorse umane di questo territorio. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Marcello Cicalò, Animatore di Zona per la Sardegna al 335-1404665 (e-mail cicalo@tiscalinet.it) o il Centro Risorse presso il Terzo Circolo didattico 0789- 25925.