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L’INU auspica per Olbia un modello integrato
di sviluppo urbano Ha creato
numerosi spunti di riflessione il convegno “Geografia del turismo
e modificazioni ambientali”, organizzato dall’Istituto Nazionale
di Urbanistica ed articolato in due giornate. Nella sala conferenze dell’Hotel
President, si sono succeduti gli interventi di amministratori locali,
docenti universitari e tecnici del settore.
Abbiamo chiesto a Gianni Mura, Past President, membro del Consiglio Direttivo
Nazionale dell’INU, un’analisi mirata sul territorio olbiese:
“ A noi urbanisti spetta il compito di mettere in evidenza gli squilibri,
le incoerenze, le negatività del modello esistente di turismo e
di sottoporle all’attenzione della classe dirigente. Nel caso specifico
di Olbia e della Gallura, siamo ad un bivio. Il turismo è diventato
un’attività strutturata ed importante; fino ad ora è
cresciuta in modo continuo e costante ma si cominciano ad avvertire i
primi segni di difficoltà economiche, sociali e decisionali.
Sempre più spesso ci si trova davanti ad un mercato immobiliare
“drogato”, capace di introdurre elementi di devianze e pressioni
che rendono difficile il governo e l’assunzione delle decisioni.
Da questo punto di vista, è una buona notizia la comunicazione
del Sindaco Nizzi sulla prossima presentazione in Consiglio comunale del
PUC di Olbia. L’occupazione del territorio è così
avanzata e veloce che questa stessa operazione, fra qualche anno sarebbe
di difficile attuazione. Probabilmente ci sarà bisogno di una discussione
lunga, data la complessità della materia, ma il peso del turismo,
la complessità del sistema dei trasporti e le importanti scelte
legate ad alcune grandi opere infrastrutturali (prima fra tutte la nuova
circonvallazione esterna), impongono di avere come base un piano comunale
strutturale. Secondo l’INU, ad Olbia bisogna puntare sullo sviluppo
di un modello integrato di turismo urbano.
Non limitarsi quindi alle sole coste ma lavorare per il consolidamento
delle infrastrutture urbane sia ricettive-alberghiere che di servizi al
turismo. Questo servirebbe a rafforzare il tessuto imprenditoriale locale
e il mercato controllato del lavoro, contrastando tutta una serie di incoerenze
sociali ben visibili nella città di Olbia, fino ad oggi relegata
ad un ruolo di “posto di transito” nel sistema turistico della
Gallura. Da questo punto di vista, l’esperienza “storica”
di Alghero, unico sistema locale a non aver perso presenze turistiche
nel 2002, presenta positività evidenti. Il segreto è produrre
elementi di richiamo, non esclusivamente legati alla balneazione, pur
restando il mare l’attrattiva principale. La stessa esperienza di
“Ryan Air”, potrebbe essere riproposta, opportunamente calibrata,
per il sistema turistico olbiese.
C'e poi l'esigenza di esigenza di ridurre, comunque, la quantità
della nuova edilizia turistica basata sulle seconde case. Per noi occorre
sviluppare, invece, modelli di riorganizzazione di quelle esistenti favorendo
un turismo di tipo alberghiero . In pratica, tramite l'utilizzo degli
incentivi finanziari e della leva fiscale, si applicherebbero alle seconde
case i modelli dell'offerta turistico-alberghiera. Si tratta di sperimentare
i consorzi di propietari che, dopo aver riqualificato gli immobili, ne
cedono l'uso a tour operator per immetterli sul mercato alla stregua dei
pacchetti alberghieri. L’obiettivo è quello di incrementare
il numero delle presenze turistiche, con i conseguenti benefici per l’economia
del territorio, senza aumentare il numero delle seconde case. Per noi
è impensabile continuare a costruire immobili che si utilizzano
per soli 50 giorni all’anno.
Interessante anche l’intervento dell’Assessore all’Urbanistica
del Comune di Olbia, Livio Fideli che ha sottolineato:
“Già da ora dobbiamo pensare a un nuovo modello di sviluppo
turistico non esclusivamente incentrato sulle risorse ambientali e paesaggistiche.
Il Piano urbanistico comunale, in fase ormai di ultimazione, dovrà
recepire tutte quelle infrastrutture (viabilità urbana ed extra-urbana,
polo aeroportuale, porto, diportistica, turismo da crociera, nodo ferroviario
e servizi strutturali) che devono permettere alla città di trasformarsi
da luogo di passaggio a meta di soggiorno e di vacanza. Sarà quindi
fondamentale la valorizzazione delle risorse culturali, storiche ed archeologiche
del territorio.
L’amministrazione punta anche al potenziamento delle strutture alberghiere
corredate di sale convegni per poter sviluppare quella fetta di turismo
congressuale che permetterebbe di allungare concretamente la stagione
turistica.
Certamente, da solo, il PUC non potrà risolvere tutti i problemi.
Bisognerà far decollare anche un sistema d’informazione e
promozione d’immagine del territorio. Altrettanto importante è
provvedere alla formazione di personale locale qualificato, con padronanza
delle lingue straniere e dei sistemi informatici, all’altezza di
un mercato turistico sempre più globalizzato e competitivo”.
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