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Max Gazzè ad Olbia
Max Gazzè e la sua strepitosa band hanno entusiasmato
il pubblico che ha affollato il Cinema-Teatro Olbia. Il concerto, pensato
per il teatro e intitolato Ognuno fa quel che gli pare? è
risultato trascinante e coinvolgente.
Curioso lo spettacolo nello spettacolo dato da centinaia di
giovani, abituati a seguire in piedi i concerti e che, evidentemente,
facevano fatica a stare fermi e seduti sulle poltroncine rosse dellOlbia,
tanta era la voglia di muoversi e di ballare, sottolineando con il linguaggio
del corpo, il pop-rock di Max Gazzè e degli altri sei artisti sul
palcoscenico.
Il Cinema-Teatro Olbia, con i suoi 470 posti si è rivelato troppo
piccolo per contenere tutti quelli che avrebbero voluto assistere allo
spettacolo. Vigore, energia, poesia, ritmo, la bravura della band, la
bellezza di canzoni e musiche sono stati gli ingredienti che hanno determinato
lo straordinario successo del concerto teatrale ideato e portato
in scena dal cantautore romano.
Una decina di minuti dopo la fine del concerto, durato oltre due ore,
Max Gazzè si è intrattenuto a chiacchierare con il pubblico
e ha firmato tantissimi autografi, dando consigli e pareri a diversi giovani
musicisti olbiesi che lo hanno avvicinato. Entusiasta per il successo
della serata, Gianluca Vassallo, direttore artistico di Ondata Sonica,
e organizzatore dellevento. Max Gazzè ha uno stile particolare,
secondo alcuni, a metà strada fra Battisti, i Pink Floyd e Battiato.
Di sicuro, oltre ad essere un ottimo musicista e cantautore è anche
un sensibile poeta e un raffinato pittore.
Per sua scelta, evita progetti e circuiti esclusivamente commerciali mentre
è attivamente impegnato sul fronte delle cause umanitarie e in
una serie di iniziative culturali. Max Gazzè, nato a Roma nel 1967,
sposato, due figli, ha vissuto per molti anni in Belgio, dove ha iniziato
la sua carriera artistica, proseguita in Francia, prima del suo rientro
a Roma, nel 1991.
Di altissimo livello anche la band in tour con Max Gazzè: la chitarra
e le percussioni sono affidate rispettivamente a Finaz e allo scatenato
Paolino della Bandabardò, mentre Francesco Magnelli
dei C.S.I. è responsabile del magnellofono, uno strumento
derivato da una tastiera ma usato in modo da essere complementare ad una
chitarra.
Protagonista femminile del concerto, la splendida Ginevra di Marco (compagna
di Magnelli e tra poco mamma). Applausi scroscianti per la sua interpretazione
di una ballata bulgara tratta dal repertorio di Bregovich. Bravissimi
anche gli altri due veterani del gruppo: Cristiano Micalizzi alla batteria
e Clemente Ferrari, tastiere e fisarmonica. Pienamente riuscita la ricerca
datmosfera voluta da Max Gazzè, che ha saputo creare una
grande sintonia e un flusso continuo di energia tra gli artisti sul palcoscenico
e il pubblico in sala. Belle le luci ed efficaci gli allestimenti scenici.
Accuratamente studiata la scaletta con lalternarsi di novità
e di successi come Il timido ubriaco, Vento destate,
Cara Valentina, Quel che fa paura, La favola
di Adamo ed Eva e tanti altri brani tratti dai quattro C.D incisi
da Max Gazzè.
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