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I Fratelli minori

"I Fratelli minori": così ha chiamato gli animali San Francesco, minori non certo per importanza ma unicamente perché bisognosi del rispetto e delle cure da parte dell'uomo. E questo è anche il nome dato dalla L.I.D.A. di Olbia al Rifugio per animali randagi e abbandonati, aperto nel dicembre del '98 in Zona Colcò.
Siamo andati a trovare i volontari, impegnati, praticamente a tempo pieno, nel rifugio aperto alle porte della città, sulla strada per Loiri. Qui, ogni animale ha un nome, viene curato e trattato con autentico amore e un rispetto che traspare da mille particolari. Mentre la responsabile del Rifugio, rilascia l'intervista, tiene in braccio un cucciolo nero che accarezza di continuo; il cagnolino, abbandonato qualche giorno fa, sembra esserle grato per tanta tenerezza e ricambia…a modo suo, leccandole le mani, restituendole ogni carezza con gli occhi umidi e dolcissimi. Mentre chiacchieriamo in un angolo del prefabbricato che funge da ufficio, entrano ed escono cani di tutte le taglie e di tutte le razze; grandi, piccoli, alcuni sfregiati, altri in gran forma. Vediamo uno spendido dalmata, un bel bracco, un segugio sciancato: un piccolo mondo, un po' chiassoso ma allegro, composto da 320 "Fratelli minori" e un pugno di infaticabili, appassionati volontari. Maria Grazia Pinna è la responsabile della L.I.D.A. di Olbia.

D- Nel vostro Rifugio, ospitate circa 320 animali; sono stati tutti abbandonati?

R: "Si, tutti abbandonati, dal primo all'ultimo. Ci sono anche animali di razza e, soprattutto, moltissimi cani da caccia, che
troviamo in condizioni a dir poco pietose. In troppi casi, per il cacciatore, il cane è solo uno strumento; quando non serve più o quando lo perdono non si preoccupano minimamente né di cercarlo, né di tenerlo se il cane non è più buono per la caccia."

D- Come siete arrivati alla creazione di questo Rifugio?

R: "Il terreno, di 20.000 mq. è stato dato alla L.I.D.A. dal Comune di Olbia, e noi, grazie a degli aiuti e attingendo ai nostri fondi personali, abbiamo costruito questa struttura".

D- Quanti volontari sono impegnati in questo lavoro?

R: "Come volontarie attive siamo poche: tre o quattro, poi abbiamo un piccolo giro di volontariato esterno che ci aiuta un po' per le iniziative di propaganda, o per la raccolta della carne e degli alimenti per nutrire gli animali."

D- Per mandare avanti questo centro, potete contare su alcune convenzioni stipulate con i Comuni?

R: "Si, abbiamo tre convenzioni, con i Comuni di Olbia, Palau ed Aggius ma le prime due sono scadute il 31dicembre 2001. Siamo quindi in attesa di rinnovare le convenzioni con le amministrazioni di Olbia e Palau. Siamo molto preoccupati per il destino di questo Rifugio, anche perché la Regione non ha fondi e ha informato il Comune che ha disponibili solo trenta milioni, assolutamente insufficienti per portare avanti una struttura del genere. Abbiamo quindi chiesto al Comune di inserire in bilancio delle voci per il nostro sostentamento. In caso contrario, sarà impossibile andare avanti".

D- Intanto continuate a trovare intere cucciolate abbandonate….

R: "Si, troviamo intere cucciolate depositate nei cassonetti, ma anche abbandonate davanti al cancello del Rifugio; ci lasciano i cani legati a un palo situato di fronte all'ingresso; ci sono anche molte persone che, a loro volta, trovano animali abbandonati, nei cespugli o nei soliti cassonetti, e li portano da noi. Adesso stiamo anche cercando di sensibilizzare queste persone, affinchè ci diano una mano a tenere almeno i cuccioli. Perché, purtroppo, se un cucciolo entra nel rifugio, ha scarse possibilità di sopravvivere, data la presenza di tanti cani malati. I cani piccoli, senza vaccini e senza anticorpi, levati troppo precocemente alle madri, sono destinati alla morte. Noi qui, abbiamo avuto animali con il cimurro, la gastroenterite e altre gravi malattie. E il rischio per i cuccioli è troppo grande. Per questo stiamo cercando di promuovere sempre di più campagne di adozione e, soprattutto, di sterilizzazione. Questo è un obiettivo primario. La sterilizzazione è fondamentale per ridimensionare i fenomeni del randagismo e dell'abbandono. Ma, alla ASL dicono che è impossibile avviare una campagna di sterilizzazione fino a quando non ci sarà un canile sanitario".

D- In pratica, di cosa si tratta?

R: " Un canile sanitario è un centro di transito dove vengono raccolti i cani, tenuti in degenza, curati per sessanta giorni e poi smistati nei canili-rifugio come questo. Al momento non esiste in Gallura un canile sanitario; è prevista la sua costruzione a Tempio ma non si sa quando verrà realizzato"

D- Stanno invece cominciando ad attivare l'anagrafe canina…

R: "Si, un paio di settimane fa, hanno iniziato ad inserire i microchip nei cani ospitati nei rifugi. Mi auguro che questo provvedimento venga esteso anche ai cani di proprietà. Penso, infatti, che l'inserimento del microchip sarà un deterrente per l'abbandono in quanto, dopo, sarà possibile risalire al padrone dell'animale. Finalmente stanno mettendo in pratica, seppure parzialmente, la legge regionale del 18 maggio 1994 in cui si stabilisce l'istituzione dell'anagrafe canina. I fondi erano disponibili da molto tempo ma il processo per attivare la legge ha richiesto una lunga e penosa battaglia"

D- L'abbandono dei cani è un fenomeno in crescita?

R: "Li abbandonano dappertutto: per strada, in campagna, negli aeroporti e nei porti. Secondo me il fenomeno è in crescita e, in Sardegna, è molto più accentuato rispetto al resto d'Italia. Forse dipende dal boom del turismo estivo. Moltissimi turisti arrivano con il cane e ripartono senza. Li abbandonano prima di partire, lasciandoli nelle vicinanze del porto o dell'aeroporto. Ne troviamo davvero tanti, soprattutto d'estate."

D- Siamo nell'ufficio del Rifugio eppure anche qui, circolano animali grandi e piccoli…

R: "E' vero, stanno dappertutto, anche in bagno e in cucina, perché siamo saturi, non riusciamo più a fronteggiare questo continuo arrivo di cani abbandonati, di cucciolate davanti alle quali siamo inermi. Io vorrei sensibilizzare la cittadinanza: queste creature non sono oggetti, non sono giocattoli da buttare via quando ci si stanca, quando non servono più. Ma vorrei rivolgere anche un altro appello: molte famiglie non possono permettersi di spendere dalle due alle trecento mila lire dal veterinario per sterilizzare una femmina. Bisognerebbe che questo servizio fosse gratuito, almeno per chi non può permettersi di pagare queste cifre".

D- Un magnifico dalmata sembra trovarsi perfettamente a suo agio tra gli altri cani del Rifugio. Qual'è la sua storia?

R: "E' una femmina; l'abbiamo trovata in condizioni disperate nella zona Industriale di Olbia, insieme ai suoi undici cuccioli. Aveva una serie di emorragie interne dovute ad una grave malattia; inoltre aveva partorito da pochi giorni. Fortunatamente, una persona ci ha segnalato la presenza dell'animale sofferente e dei suoi cuccioli in zona industriale. Siamo subito partiti alla loro ricerca e non è stato facile trovarli. Li abbiamo recuperati dopo tre giorni. Penny (questo è il nome che abbiamo dato alla madre) è stata soccorsa, curata e tenuta a casa di una volontaria fino a quando non si è perfettamente ristabilita".

D- Quanto è gravoso, per voi, questo impegno?

R: "Ognuno di noi, a rotazione, tiene in casa un minimo di tre cuccioli in attesa che vengano dati in adozione. Nel suo complesso, è un'esperienza che ci costa tanto, dal punto di vista finanziario e del tempo libero, che non abbiamo più. L'impegno in questo Rifugio non conosce feste, vacanze o ferie. Gli animali devono mangiare ed essere accuditi tutti i giorni, ma è un sacrificio che facciamo volentieri perché noi li amiamo tutti e vogliamo bene ad ognuno di loro."

335 /6230028 Maria Grazia Pinna Responsabile L.I.D.A.

333/4312878 Cosetta Prontu Vice responsabile L.I.D.A.