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AGIRE IN SILENZIO, CON RISPETTO

"Intervenire in silenzio, nel massimo rispetto della privacy degli assistiti".
Questo è il criterio che guida i volontari dell'Auser Filo d'Argento di Olbia.
L'associazione, attiva a livello nazionale, è presente in tutte le regioni italiane.
Ad Olbia, è stata fondata nel 1991 all'interno dello Spi Cgil e, per anni, cuore e motore della locale sede dell'Auser, in Via Padova 14, è stata Assunta Cossu, scomparsa quattro anni fa. L'attuale Presidente Tino Lazzari, punta oggi al rilancio dell'associazione che conta 140 soci di cui una quindicina operativi.
Lo abbiamo incontrato per conoscere obiettivi e progetti dell'Auser.

D- Quali sono i vostri obiettivi in una città come Olbia che conta una sessantina di associazioni impegnate nel volontariato?

R: "L'Auser guarda al futuro. Contiamo di incrementare il numero degli iscritti e di migliorare la formazione dei soci operativi per offrire servizi sempre migliori agli anziani e alle persone che vivono situazioni di particolare disagio. Olbia è una città contraddittoria. Il panorama del volontariato, infatti è vastissimo. E' vero:
sono circa sessanta le associazioni, impegnate in vari settori; eppure troppo spesso ci accorgiamo della sofferenza altrui solo quando si arriva alla cronaca nera, al caso clamoroso che approda sui giornali. Invece i disagi, anche grandi, sofferti dagli anziani soli o da nuclei familiari in difficoltà, restano nell'ombra. Ecco, il nostro impegno sta nell'intervenire in silenzio per alleviare o cercare di risolvere i problemi della gente che telefona al nostro centro di Ascolto o viene direttamente in sede"

D- Che tipo di intervento voi siete in grado di offrire?

R: "Una corsia preferenziale è sicuramente riservata agli anziani. Gran parte degli anziani residenti in città, hanno la fortuna di essere autonomi, ma molti altri presentano problemi di vario tipo. Noi siamo disponibili a recarci nelle loro case per
fare compagnia a queste persone, o svolgere servizi e commissioni per la loro vita di
tutti i giorni. Quando non possono uscire, facciamo la spesa per loro; se hanno difficoltà li accompagniamo dal medico, in banca o alle poste; oppure compriamo per loro le medicine. Diamo anche un altro tipo di assistenza, finalizzato all'informazione. Abbiamo infatti notato che molte persone in città, e non necessariamente anziane, ignorano i loro stessi diritti e non sono a conoscenza degli strumenti di legge che possono in qualche modo attenuare i loro disagi. In questi casi
forniamo informazioni utili e pratiche relative, per esempio, all'integrazione della pensione al minimo sociale, al diritto allo studio e all'assistenza medica o sociale. Un servizio poco conosciuto e quindi poco utilizzato dai cittadini di Olbia, è anche quello fornito dalla ASL per l'assistenza domiciliare integrata che può essere attivata semplicemente attraverso il medico di famiglia".

D- Può farmi un esempio concreto di informazione utile da voi fornita a qualche anziano?

R: "Nei giorni scorsi ci ha telefonato un'anziana ricoverata in una struttura fuori città; pagava tutto di tasca sua e non sapeva di aver diritto all'assistenza da parte del Comune. Tornando al discorso più generale, dove non arriviamo con il nostro intervento di semplici volontari, indirizziamo le persone che ci telefonano o vengono a trovarci in sede, agli assistenti sociali del Comune o agli Enti preposti. Abbiamo una banca dati che ci permette di dare, a chi ci interpella, tutte le informazioni e notizie relative a normative, uffici e servizi vari".

D- Quali sono i programmi per l'immediato futuro?

R: " Stiamo organizzando dei corsi di formazione con una sociologa e una psicologa che insegneranno ai nostri volontari come "dialogare" con l'utente. Il Centro di Ascolto, attivato nell'aprile 2001, funziona dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 dal lunedì al venerdì: Tel. 0789.26777
Nei prossimi mesi lanceremo una serie di campagne informative. Le nostre priorità restano comunque le stesse: i servizi agli anziani e il
potenziamento del Centro di Ascolto al quale spesso si rivolgono anche famiglie in difficoltà".

D- Quali sono le richieste più frequenti avanzate da queste famiglie?

R: "Noi pensiamo che chi ha una forma di disagio deve essere protetto, per cui non voglio fare esempi troppo concreti. In genere, lamentano uno stato di bisogno e richieste di vario tipo conseguenti alle loro, precarie condizioni. Ma ci sono anche
persone che ci chiamano solo per essere ascoltate, per una loro, insoddisfatta esigenza di dialogo, di scambio, di contatto umano. Ma riceviamo anche telefonate di anziani o persone sole che vorrebbero socializzare e ci chiedono informazioni sui luoghi dove potersi riunire in città. C'è una grande varietà di situazioni e chi vuole rendersi utile può farlo in tanti modi. La scelta di impegnarsi nel volontariato significa anche allargare i propri orizzonti, il campo di attenzione e, soprattutto, di azione. Per il prossimo futuro vorremmo anche aumentare il numero dei soci dell'Auser di Olbia,
promuovere una serie di campagne informative e coinvolgere maggiormente i giovani
nel nostro progetto".

Volontarie nella sede Auser
Lavori realizzati dai volontari
Una delle stanze della sede Auser di via Padova 14
Assunta Cossu, fondatrice dell'Auser di Olbia