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L'associazione "Handicappati e famiglie, un incontro una speranza": il piacere di stare insieme

Stanno insieme e si divertono; ascoltano musica e molti ballano; alcuni giocano a carte, s'intrecciano le chiacchiere, i segreti d'amore, le piccole gelosie e tante confidenze; si lavora a maglia e alla macchina da cucire ma ci sono anche i patiti del computer e della televisione, i golosi che aspettano impazienti l'ora della merenda, qualche instancabile ricamatrice e gli amanti del disegno.

La prima impressione è quella di una casa, piena di amici, tutti attivi e dinamici, sempre pronti ad accogliere con un sorriso e un gesto affettuoso, chi si reca a trovarli. In effetti, il segreto dell'associazione "Handicappati e famiglie, un incontro una speranza" , è proprio questo: essere riusciti a creare un luogo di vera aggregazione e socializzazione per i disabili.
Questa associazione rappresenta, da vent'anni, una delle realtà più vitali ed importanti del volontariato cittadino.

A fondarla è stato un gruppo di famiglie con portatori di handicap al loro interno. Inizialmente si riunivano in casa di uno o dell'altro per passare insieme il tempo libero. Uno dei disabili del gruppo aveva ricevuto dal comune di Olbia la disponibilità di un pezzo di terreno in via Fausto Noce. Qui lui viveva, prima in una roulotte, poi in una baracca.

E proprio da quella baracca, nascerà la prima sede ufficiale dell'associazione "Handicappati e famiglie, un incontro una speranza", che si costituì davanti al Notaio Campus il 17 settembre 1982. Questi i soci fondatori: Adelina Doneddu, Mirella De Luca, Antonietta Aste, Margherita Ledda, Alfonso De Roberto, Paolo Varrucciu, Edera Saggiorato, Gian Piero Scanu, Paolo Chiari, Giovanna Melinu, Roberto Ligas, Mario Taras e Giuseppe Colomo.

Nel frattempo il Consiglio comunale di Olbia aveva concesso il terreno in comodato d'uso all'associazione che, con mezzi di fortuna, si mise subito all'opera per ristrutturare e ampliare la "baracca", dotandola dei servizi essenziali. E qui, per anni, venne ospitato "Zizzeddu" Arca, un disabile senza famiglia originario di Benetutti.

Intanto l'associazione cresceva fino a contare un centinaio di iscritti tra disabili e volontari. La baracca, seppure riattata, era ormai assolutamente insufficiente; così venne demolita e, nella stessa area, è stata realizzata l'attuale sede, moderna ed accogliente, inagurata nella primavera del 1995. A rendere possibile la costruzione sono state le sottoscrizioni e le donazioni dei privati, nessun intervento pubblico.

Un passo importante per la crescita dell'associazione è stato, con il contributo della Cariplo, l'acquisto di un pullmino, indispensabile per il trasporto dei disabili dalle loro abitazioni alle sede di Via Fausto Noce. Un altro significativo traguardo raggiunto negli anni scorsi dall'associazione, è stato l'ottenimento di una convenzione, tra la USL e un centro di fisioterapia per i trattamenti di riabilitazione ai disabili.

Da ricordare anche la colonia estiva di Marinella, l'appuntamento per le vacanze diventato ormai una tradizione per gli iscritti dell'associazione e inserito nel piano socio-assistenziale del comune di Olbia. Dal 15 al 30 agosto disabili e volontari si trasferiscono nella casa cantoniera sul Golfo di Marinella, messa a disposizione dalla Provincia.

E, sono sempre i volontari ad occuparsi di tutto: dai problemi legati all'assistenza, al vitto, al trasporto in spiaggia e al tempo libero dei portatori di handicap. Ma, oltre alle gite sociali, alle feste di compleanno, alle cure termali (finanziate dal comune), ai veglioni in maschera e a quelli per aspettare insieme il Capodanno e la Befana, c'e' la continuità della socializzazione garantita dagli incontri organizzati presso la sede, tre pomeriggi alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì alle 15,30 alle 19.00.

Attualmente l'associazione conta un centinaio di iscritti di cui una cinquantina sono portatori di handicap, prevalentemente mentali. Fondamentale è il contributo di 15 volontari fissi che regolarmente frequentano la sede, assistendo i disabili nelle varie attività. Anche alcuni genitori dei portatori di handicap partecipano agli incontri organizzati in sede.

L'associazione ha svolto un ruolo importantissimo in questi venti anni, facendo scoprire ai disabili, il gusto della vita, il piacere di stare insieme e di trovare vecchi e nuovi amici. Un'esperienza pienamente condivisa dai volontari che passano gran parte del loro tempo libero nella sede di Via Fausto Noce. Alcuni disabili sono usciti dalle loro case, per la prima volta, proprio grazie alle attività portate avanti dai volontari dell'associazione.

Con l'esempio concreto, si è quindi riusciti a svolgere un'opera di sensibilizzazione delle famiglie, al cui interno spesso nascono le prime barriere per i portatori di handicap, chiusi nel "guscio" domestico e senza la possibilità di avere contatti umani "esterni".
Presso la sede di Via Fausto Noce è stato recentemente istituito il "Sasol point", punto di riferimento del centro regionale per il volontariato "Sardegna Solidale", con l'accesso alla banca dati della Regione sulla normativa di carattere socio-assistenziale. Questo servizio è a disposizione di tutte le associazioni di volontariato attive in città.

L'associazione "Handicappati e famiglie, un incontro una speranza", in parte si autofinanzia e, in parte si mantiene grazie alla generosità dei privati. Dal 1982 ad oggi si sono avvicendati tre Presidenti: Adelina Doneddu, Alfonso De Roberto e Lucia Burrai.

> Le altre immagini dell'Associazione

La sede in via Fauto Noce
Momenti di vita quotidiana all'interno dell'associazione
Alfonso De Roberto

Lucia Burrai
(Presidente dell'Associazione)

Preparativi per la festa di San Valentino