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La
felicità nei "Colori di Davide" Davide
è felice: la sua prima "personale" alla Galleria Simpliciana
di Olbia è stata visitata da moltissima gente, attratta dai coloratissimi
sogni astratti di questo ventisettenne, affetto dalla sindrome di Down
e innamorato della pittura. Dietro gli oltre quaranta lavori esposti,
c'è
una storia che merita di essere raccontata, per la qualità dei
suoi protagonisti e per il messaggio che se ne può trarre.
La mamma di Davide, Maria Antonietta racconta: " Ho sempre voluto
che frequentasse la scuola, proprio perché, per i bambini down,
è fondamentale la socializzazione, non essere ghettizzati all'interno
delle proprie case. Dico alle mamme di non vergognarsi di avere un figlio
down; è importante, piuttosto, scoprire i loro talenti, portarli
fuori, farli stare il più possibile in mezzo alla gente. Davide,
fin da piccolo, amava molto disegnare; all'inizio, naturalmente, erano
solo scarabocchi, ma io l'ho sempre incoraggiato.
Poi è arrivato il periodo della scuola e tutto è andato
bene fino a quando Davide si è diplomato, nel '95 all'Istituto
Agrario, nel quale si era inserito perfettamente. A lui piaceva moltissimo
frequentare le lezioni, stare in compagnia con gli altri studenti e gli
insegnanti. Ma, finita la scuola, sono cominciati i problemi. Davide è
figlio unico, si sentiva troppo solo, risentiva della mancanza di amici
e di contatti sociali. Giorno dopo giorno, vedevo il suo carattere cambiare,
era sempre più nervoso, inquieto e insoddisfatto. Ho interpellato
diversi specialisti: tutti concordi nel dirmi che mio figlio soffriva
di solitudine e noia. Ho pensato, quindi, di incoraggiarlo a riscoprire
il suo vecchio amore: il disegno.
Due anni fa sono iniziate le lezioni di pittura nell'atelier di Fiorella
Fiori, che io chiamo "l'angelo custode" di Davide . Oltre ad
essere una valida insegnante e un'ottima pittrice, Fiorella ha creduto
nel talento di mio figlio; lo ha stimolato ridandogli fiducia in se stesso,
ottimismo, allegria e speranza. Lui adesso è felice, si sente gratificato
e realizzato; vuole continuare a dipingere e ha mille progetti. Come mamma,
sono emozionata ma anche soddisfatta perché questa è la
dimostrazione che i ragazzi down, se stimolati e seguiti, possono davvero
dare tanto e raggiungere qualsiasi traguardo".
Forte di questa convinzione la madre di Davide è tra i 18 soci
fondatori di "Amico down", la prima associazione olbiese che
si occuperà attivamente e concretamente dell'inserimento sociale
e lavorativo dei giovani affetti da questa sindrome. Anche la realizzazione
di una scuola-convitto è tra gli obiettivi di "Amico Down"
che per ora ha sede in via Argentina 33, nel quartiere Bandinu.
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