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  Lavoro nero: una battaglia ancora da vincere

Nell'aula consiliare del Comune di Olbia si è svolto un incontro-dibattito organizzato dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Sassari. Alla presenza del Prefetto Giorgio Fadda e del Sindaco Settimo Nizzi sono stati illustrati i risultati conseguiti dal servizio Ispezioni del Lavoro sul territorio provinciale e, più specificamente, in quello gallurese, nel periodo che va dal 1 gennaio al 31 maggio 2002. In primo piano, la vigilanza sulla corretta applicazione delle norme sul lavoro, la sicurezza dei lavoratori impegnati in appalti pubblici e privati nel settore edile e la lotta al lavoro nero. La task-force impegnata nei controlli sui cantieri edili in Gallura dal 17 al 24 aprile 2002, ha rimarcato che in soli sei giorni lavorativi sono state ispezionate 164 ditte e 21 cantieri. Questi i dati divulgati:

Cantieri sequestrati 5
Operai controllati 980
Operai in nero 51
Operai clandestini senza permesso di soggiorno 2
Aziende risultate irregolari 29
Violazioni in materia di sicurezza accertate 373
Violazioni amministrative accertate 100
Contravvenzioni tecniche erogate euro 766.640,00
Contravvenzioni amministrative erogate euro 147.982,00
Contributi recuperati euro 119.589,01
Persone deferite all'autorità giudiziaria 72

Questi dati, insieme agli altri forniti nel corso dell'incontro, fotografano una realtà allarmante, sia per quanto riguarda la diffusione del lavoro nero, sia per la violazione della normativa anti-infortunistica. Ma, nella lotta all'illegalità, particolarmente presente nel settore dell'edilizia in Gallura, la sola repressione può avere ripercussioni negative sull'occupazione. Da qui l'esigenza di attivare un efficace sistema di prevenzione che consiste nell'indicare leggi e metodi finalizzati a garantire la legalità e la sicurezza del lavoro. I vari relatori, compresi i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria, hanno auspicato "una vigilanza globale, congiunta ed integrata". Una svolta significativa in questa direzione fu segnata, nell'ottobre 1999, quando, sempre nell'aula consiliare del Comune di Olbia, per la prima volta si riunì il Comitato costituito dal Prefetto di Sassari per affrontare il problema del lavoro nero in Provincia di Sassari e, in particolare, nel territorio gallurese.

Da allora ad oggi la situazione non è molto cambiata e la cosiddetta "cultura della legalità" stenta a diffondersi. Dai partecipanti alla riunione è partito un appello ai singoli Comuni, per una maggiore vigilanza nei settori a forte rischio di illegalità. Gli enti locali possono aiutare efficacemente le aziende, attraverso la semplificazione delle procedure. L'attivazione dello Sportello Unico, è un esempio concreto di come la burocrazia possa essere snellita, con notevoli vantaggi per l'impresa e una razionalizzazione dei controlli. Altro problema, troppo spesso taciuto: la "complicità" del lavoratore nell'accettazione del lavoro nero, preferito molte volte a quello regolare, per tutta una serie di motivazioni. Infine, la cultura della legalità deve diffondersi maggiormente anche tra i committenti. Questi dovrebbero controllare la regolarità delle aziende appaltatrici e il fenomeno dei sub-appalti a cascata, così frequenti nei cantieri edilizi attivi nel territorio di Olbia e sulle coste galluresi.

 
La conferenza
Il sindaco Settimo Nizzi e Anna Luisa Massidda dirigente Direzione Provinciale del Lavoro di Sassari
Il prefetto di Sassari Giorgio Fadda