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L'arma
vincente sono i controlli Il
vertice convocato dal Sindaco Settimo Nizzi sull'emergenza causata dalle
bio-tossine algali presenti nel Golfo di Olbia, ha fornito l'occasione
per un utile confronto tra i maggiori esperti del fenomeno e i rappresentanti
di tutti gli enti e delle istituzioni interessate al problema. Nell'aula
consiliare del Comune sono stati esaminati i vari aspetti di una situazione
molto delicata e complessa, anche perché colpisce il Golfo di Olbia
per la prima volta. Stando ai risultati dell'ultimo prelievo, effettuato
il 4 giugno scorso, gli studiosi hanno manifestato un cauto ottimismo.
Se, nei prossimi quindici giorni,
le analisi confermeranno la non tossicità dei campioni il Sindaco
Nizzi potrà emettere l'attesa ordinanza di revoca del divieto di
commercializzazione dei mitili prodotti nel Golfo di Olbia. Questo potrebbe
avvenire il prossimo 19 giugno, data d'insediamento del nuovo Consiglio
Comunale. Ma da qui al 19, il divieto verrà mantenuto e il Golfo
continuerà ad essere un "sorvegliato speciale" oggetto
di costanti monitoraggi e continui prelievi. Nel corso del maxi-vertice
è stata infatti ribadita la pericolosità della tossina "psp"
per la salute dell'uomo. Un intervento particolarmente interessante è
stato quello di Roberto Poletti, direttore dei laboratori nazionali di
Scienze Marine di Cesenatico.
"Le normative europee e nazionali prevedono che, fin quando ci sono
le bio-tossine, gli allevamenti restano chiusi; per la loro riapertura
bisogna attendere che le tossine prodotte da queste alghe arrivino sotto
i limiti di legge".
Il dott.Poletti ha anche sottolineato che il fenomeno, riscontrato ad
Olbia per la prima volta, è considerato normale in Adriatico dove
ormai si "convive" con questa emergenza che, da quelle parti,
impone la chiusura degli allevamenti di mitili per 4 o 5 mesi l'anno.
Assolutamente indispensabile, per fronteggiare l'emergenza, è il
coordinamento tra le organizzazioni preposte alle analisi e lo scambio
di dati in tempo reale. In rappresentanza del Ministero della Sanità,
ha parlato il Dott.Feliciangeli che ha ribadito l'importanza dei controlli
a tutela della salute dei consumatori. Nel caso specifico, ha raccomandato
la massima attenzione anche nei confronti dei piccoli produttori, dei
raccoglitori dilettanti e dei canali "non ufficiali", che possono
rappresentare un rischio ancora maggiore in situazioni come quelle riscontrate
nel Golfo di Olbia.
L'arma vincente, insomma, sono i controlli attenti e puntuali. Il prof.
Nicola Sechi dell'Università di Sassari ha precisato che non conta
il numero delle alghe ma il miscuglio tossico che queste producono. Questa
carica tossica, al momento, sta esaurendosi come provano gli ultimi prelievi
ma, anche quando il fenomeno sarà completamente cessato e la situazione
normalizzata, continuerà il monitoraggio costante del Golfo.
Dal rappresentante dell'Assessorato Regionale all'Ambiente è arrivata
la conferma che alcune ditte hanno richiesto di poter spostare gli allevamenti
in mare aperto, in aree alternative e non sospette. E' stata anche ribadita
la disponibilità dell'Assessorato a sostenere finanziariamente
i mitilicoltori in crisi. Un'efficace azione di risanamento del Golfo
di Olbia è stata auspicata dall'Assessore Provinciale all'Ambiente
Sebastiano Sannittu che ha lanciato un appello alla collaborazione e ad
un maggiore coordinamento fra le istituzioni.
Da più parti è stata richiesta l'apertura ad Olbia di una
sezione dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna e il Sindaco Nizzi,
a questo proposito, ha ribadito l'impegno del Comune. Il primo cittadino,
concluso il vertice, ha immediatamente incontrato i mitilicoltori per
un'analisi ed un aggiornamento della situazione.
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