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  Buonanotte, Karim - Quarant'anni di Costa Smeralda…raccontati da Ernesto Massimetti.

Il titolo è Buonanotte, Karim; sottotitolo: Quarant'anni di Costa Smeralda.
E' il secondo libro di Ernesto Massimetti, giornalista free-lance e scrittore, residente ad Olbia, collaboratore de "La Nuova Sardegna", "Italia Oggi" e varie riviste di costume, turismo ed ambiente. Massimetti, per la sua prima opera, aveva scelto un titolo "I Costacei", divenuto nel giro di poco tempo un neologismo che ormai identifica i frequentatori abituali della Costa Smeralda e dintorni.
"Buonanotte Karim" sarà presentato venerdì 12 luglio, al Cafè du Port, a Porto Cervo. La prima domanda che poniamo a Massimetti è se questo suo secondo libro rappresenta una continuazione de "I Costacei"…
"Ci sono anche dei personaggi di cui ho già parlato in quel libro ma, questa volta, ho preso spunto dal quarantesimo compleanno della Costa Smeralda. Ho voluto fare una piccola riflessione su cosa hanno significato questi 40 anni e su come e quanto è cambiata la Costa"

D- "Secondo te è cambiata in meglio o in peggio?"
R- "Ci sono dei lati positivi e altri negativi. Il mito della Costa Smeralda non solo resiste ma si è anche amplificato e potenziato, sia come risonanza internazionale, sia come presenza di turisti non solo d'èlite. Questo è il fatto positivo mentre, quello negativo, è che, fatalmente, come tutti i posti che diventano "di moda", ha forse perso quel gusto pionieristico dei primi anni. Nel mio libro ho inserito un capitolo su quella famosa puntata di "Sciuscià", realizzata da Riccardo Icona. Volutamente quel ritratto intitolato "Tutti ricchi", voleva essere una caricatura, una forzatura su come vivono i Costacei. Quel programma, che è stato anche replicato, visto il successo di ascolti, ha creato un'immagine deformata della Costa e quindi, in questo capitolo, ho analizzato la "macchina dei media" che, sapientemente manovrata, può riuscire a distorcere la realtà. Bisogna dire che, comunque, a volte i Costacei o aspiranti tali, fanno di tutto e riescono, con atteggiamenti "sopra le righe", a creare effetti pittoreschi o super-patinati; insomma quegli effetti speciali tanto cercati dalla stampa rosa".

D- "Tu vivi ad Olbia, secondo te, la nostra città sta acquisendo un'immagine turistica?"
R-" Bisogna distinguere due fattori: l'impatto dei luoghi di cui Olbia è la capitale, resta fortissimo. Solo questa estate, alla Gallura sono state dedicati tre speciali dalla grande stampa turistica e numerosi, ampi servizi televisivi sulle reti nazionali. Mi sembra, però, che Olbia debba ancora migliorare a livello di servizi, guide turistiche e attrazioni in modo che le aspettative dei turisti non vadano deluse. Penso soprattutto ai servizi a terra offerti ai croceristi e a tutta una rete di iniziative tese a valorizzare e promuovere l'immagine del territorio. Possiamo registrare alcuni progressi, dei passi avanti ma dobbiamo ancorare lavorare molto. Quanto ai personaggi di un certo livello o, comunque di richiamo, devono essere "attratti" in qualche modo o stimolati grazie a manifestazioni mirate e pianificate con un certo anticipo. Il Festival di Tavolara è un valido esempio di come possa funzionare una proposta quando è intelligente e ben organizzata. Comunque, per Olbia si prospetta una grande occasione con l'entrata in scena della multinazionale alberghiera spagnola "Sol Melia" che, secondo me, romperà il monopolio della Starwood in Gallura. Il colosso turistico iberico, leader in Europa e in Sud America dovrebbe aprire un grande centro sportivo e congressuale alla periferia di Olbia, all'interno del Geovillage. A Poltu Quatu, la stessa compagnia ha già inaugurato un prestigioso albergo a 5 stelle da 200 stanze".

D- "Tornando al tuo libro sui 40 anni della Costa, come lo definiresti: critico, pungente o nostalgico?"
R-" Forse tutte queste cose insieme. Tra le righe, la critica più pungente è rivolta a quella che, per me, è stata un'occasione mancata: il momento in cui è stato insabbiato il progetto di sviluppo noto come Master Plan. La nostalgia più forte indubbiamente affiora per quei primi anni in cui la Costa era davvero un catalizzatore naturale di eleganza, classe e raffinatezza senza gli eccessi e, talvolta, il cattivo gusto di oggi. Ora, tutto sembra un po' forzato".

 
 
 
Ernesto Massimetti
       
   
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Karim Aga Khan