| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

Biotossine algali: un’emergenza da affrontare

Il Sindaco Settimo Nizzi ha convocato una riunione di coordinamento fra tutte le figure istituzionali e gli enti competenti per affrontare le problematiche legate alla gravissima emergenza che ha colpito le acque del Golfo di Olbia, dove è stata riscontrata le presenza di alghe del tipo Alexandrium Minutum e Alexandrium Catenella. Tali specie producono tossine molto pericolose, resistenti anche alla cottura, che possono provocare nell’uomo la paralisi respiratoria e la morte. Nei giorni scorsi il Commissario Straordinario Dott.Mario Tafaro, con un’ordinanza emanata in base ai rilievi effettuati dalla Asl.N.2, ha vietato la raccolta, la commercializzazione e il consumo delle cozze e delle arselle prodotte nel Golfo di Olbia.

Ora, nel corso del vertice indetto dal neo-eletto Sindaco Nizzi, sono stati assunti nuovi provvedimenti e messe a punto ulteriori strategie. Partendo da un avviso rivolto, attraverso la stampa, a tutta la popolazione: evitare assolutamente di ingerire mitili non certificati o sfusi. In un’ordinanza sindacale sarà specificato che i mitili muniti di certificati (di origine, del servizio veterinario dell’Asl di provenienza e di trasporto), devono arrivare ad Olbia ed essere introdotti negli stabulari in determinate ore e, precisamente, dalle 7 alle 19. Questo per consentire i controlli da parte del servizio veterinario che sarà presente durante l’introduzione dei prodotti negli stabulari e potrà, a sua discrezione, fare delle campionature da sottoporre ad analisi. Il responsabile dello stabulario deve quindi autocertificare che i mitili sono esenti da tossine e provengono da acque non precluse.

La tracciabilità dei prodotti verrà garantita per iscritto con la specificazione dei luoghi di produzione e degli stabilimenti di Olbia in cui avviene la commercializzazione. Nel corso della riunione convocata in Municipio, gli esperti Augusto Navone e Nicola Sechi hanno spiegato che il sistema di allerta è scattato in quanto le cozze e le arselle del Golfo di Olbia sono momentaneamente portatrici di tossine pericolose per l’uomo. I controlli preventivi effettuati dalla Asl n.2 hanno individuato tempestivamente il problema e, al momento, non si registra alcun caso di malattia o morte legato al consumo di mitili. Non bisogna però minimizzare o trattare con superficialità (che in questo caso sarebbe incoscienza) un’emergenza definita “molto grave”.

Le tossine restano all’interno delle cozze o delle arselle per un periodo che può variare dai 10 giorni fino a un massimo di due mesi. Per monitorare quotidianamente lo stato delle acque del Golfo è stata varata una campagna intensiva di prelievi. Verrà anche considerata con attenzione la possibilità di individuare altre aree fuori dal Golfo per impiantare delle coltivazioni alternative a quelle esistenti. II Ministero dell’Ambiente e quello della Sanità sono stati già interessati al caso, come gli assessorati regionali competenti. “Questa emergenza-ha dichiarato il Sindaco Nizzi-
ha evidenziato l’assoluta necessità di mettere mano, una volta per tutte, al risanamento del Golfo di Olbia”. Tra una settimana, verrà riconvocato il “tavolo di concertazione” per una nuova analisi della situazione e relativi sviluppi. A seguire, si terrà un incontro con i mitilicultori