| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

  Dionigi Panedda: fonti scritte e …libri viventi

La Prima Giornata di Studi dedicata a Dionigi Panedda ha rappresentato un segnale confortante: il seme da lui gettato non è caduto sulla roccia. Ha infatti riscosso un notevole successo l’interessante iniziativa promossa dall’Istituto Tecnico “Dionigi Panedda”, con il patrocinio del Comune di Olbia. Nella sala convegni della Stazione Marittima, i lavori sono iniziati al mattino con gli interventi del preside Giovanni Maria Pirredda, del maestro Serafino Spiggia, del Sig. Dionigi Pala, nipote del Panedda , dei docenti Marcella Canu e Filippo Ledda, in rappresentanza del gruppo di progetto. Presente anche il Dott. Carmelo Scanu della Direzione Regionale Didattica. La figura di Dionigi Panedda è stata rievocata attraverso le testimonianze e gli aneddoti, spesso anche molto divertenti, di quanti lo hanno conosciuto soprattutto come amico e docente. Dopo una serie di interventi è stata presentata la “ Piccola Guida Storico-Archeologica dell’Agro di Olbia” elaborata dalle due prime classi del corso a indirizzo turistico. Particolarmente coinvolgente per i ragazzi è stata la realizzazione di questa Guida compilata seguendo un percorso tracciato dallo stesso studioso, originario di Bitti ma olbiese di adozione.


Dal novembre scorso, il Prof. Filippo Ledda ha coordinato un gruppo di progetto composto dalle docenti Anna Naldoni, Marcella Canu e Giuseppina Pianezzi. Nelle classi interessate al progetto, è stata divulgata l’opera di Dionigi Panedda e, ripercorrendo “le sue orme”, i ragazzi hanno visitato, fotografato e descritto alcuni siti archeologici del territorio comunale. Il lavoro, nel suo complesso, ha voluto sottolineare e divulgare il contributo offerto dal professor Panedda alla conoscenza della storia di Olbia fin dalle sue origini, attraverso i secoli. Si è voluto anche promuovere negli alunni coinvolti l’interesse per la storia del proprio territorio al fine di formare consapevolezza culturale e senso di appartenenza nei confronti della comunità in cui vivono. Nel pomeriggio, è stata evidenziata l’opera del Panedda “studioso” attraverso gli interventi di specialisti qualificati, come il Prof. Giovanni Lilliu, l’archeologo Rubens D’Oriano, il Prof. Massimo Pittau e l’archeologo Agostino Amucano. La relazione tenuta dal Prof. Lilliu, intitolata “Gli studi della preistoria e protostoria di Olbia da Panedda a oggi” ha passato in rassegna i principali monumenti risalenti a quelle epoche, sparsi sul territorio olbiese.

Anche il Prof. Lilliu ha riconosciuto a Dionigi Panedda i suoi grandi meriti di studioso ineccepibile, libero e solitario, sempre alla ricerca meticolosa delle fonti. La seconda relazione, illustrata dall’archeologo Rubens D’Oriano, era incentrata su “Olbia nel periodo Punico e Romano”, cinquant’anni dopo la pubblicazione dell’opera di Panedda. Da allora ad oggi, sono stati aggiunti altri tasselli alle ricostruzioni storiche da lui fatte sul passato di “Olbia, città felice”. “Oggi sappiamo molte più cose, rispetto ai tempi in cui operava Panedda e possiamo quindi integrare il suo prezioso contributo con delle ipotesi nuove ma scientificamente fondate. Come quella, per esempio, che accredita la fondazione di Olbia da parte dei Greci, risalente almeno al VII sec. a.C.


Sappiamo, inoltre, che l’estensione della città punica era grande quanto quella romana; è stato individuato in Ercole il dio principale della città ed è stato storicamente accertato il suo attacco e conseguente distruzione da parte dei Vandali”.
La terza relazione, tenuta dal prof. Massimo Pittau ha illustrato la figura di “Panedda studioso di toponomastica”, con una serie di esempi davvero illuminanti tratti dal volume “I Nomi Geografici dell’Agro Olbiese”. Pittau ha sottolineato la grande cautela e l’estrema sicurezza con le quali si muoveva Dionigi Panedda, in un campo così insidioso quale è la toponomastica.
Per la spiegazione di ogni toponimo presentava, generalmente, più di una soluzione, e lo inquadrava nel contesto agro-pastorale e delle tradizioni locali, mai limitandosi alla sola, arida descrizione o citazione. L’ultimo intervento è stato quello dell’archeologo Agostino Amucano che ha parlato di “Dionigi Panedda, coscienza storica di una città”. La prima definizione è stata quella di “studioso autarchico, pioniere della topografia antica, con una capillare conoscenza del terreno e del paesaggio, sempre alla ricerca delle fonti scritte e dei suoi…libri viventi”; così il Panedda chiamava i tanti informatori radicati su un territorio al quale era “legato come un gemello siamese”.

Un altro suo pregevole vizio era “l’autopsia amorevole dei ruderi”, da lui descritti, sempre ricordando la vita che un tempo si era svolta intorno a quelle rovine. Dionigi Panedda, nel corso di tutta la sua vita, si battè affinchè la nostra città avesse un futuro intriso anche della sua storia plurimillenaria. La sua figura di uomo e di studioso, a 12 anni dalla sua morte, è stata finalmente ricordata, in modo efficace e significativo, grazie alla Prima Giornata di Studi, organizzata dall’Istituto Tecnico “D. Panedda”. Nei lavori portati avanti in classe e, nel corso della Giornata di Studi, si è riusciti a fare luce sulla personalità sfaccettata, sensibile e carismatica di Dionigi Panedda che ad Olbia, sua città di adozione, ha dedicato tutta la sua vita di infaticabile studioso e ricercatore.