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Dionigi Panedda: fonti scritte e …libri
viventi La Prima Giornata di Studi dedicata a Dionigi Panedda ha rappresentato un segnale confortante: il seme da lui gettato non è caduto sulla roccia. Ha infatti riscosso un notevole successo l’interessante iniziativa promossa dall’Istituto Tecnico “Dionigi Panedda”, con il patrocinio del Comune di Olbia. Nella sala convegni della Stazione Marittima, i lavori sono iniziati al mattino con gli interventi del preside Giovanni Maria Pirredda, del maestro Serafino Spiggia, del Sig. Dionigi Pala, nipote del Panedda , dei docenti Marcella Canu e Filippo Ledda, in rappresentanza del gruppo di progetto. Presente anche il Dott. Carmelo Scanu della Direzione Regionale Didattica. La figura di Dionigi Panedda è stata rievocata attraverso le testimonianze e gli aneddoti, spesso anche molto divertenti, di quanti lo hanno conosciuto soprattutto come amico e docente. Dopo una serie di interventi è stata presentata la “ Piccola Guida Storico-Archeologica dell’Agro di Olbia” elaborata dalle due prime classi del corso a indirizzo turistico. Particolarmente coinvolgente per i ragazzi è stata la realizzazione di questa Guida compilata seguendo un percorso tracciato dallo stesso studioso, originario di Bitti ma olbiese di adozione.
Anche il Prof. Lilliu ha riconosciuto a Dionigi Panedda i suoi grandi meriti di studioso ineccepibile, libero e solitario, sempre alla ricerca meticolosa delle fonti. La seconda relazione, illustrata dall’archeologo Rubens D’Oriano, era incentrata su “Olbia nel periodo Punico e Romano”, cinquant’anni dopo la pubblicazione dell’opera di Panedda. Da allora ad oggi, sono stati aggiunti altri tasselli alle ricostruzioni storiche da lui fatte sul passato di “Olbia, città felice”. “Oggi sappiamo molte più cose, rispetto ai tempi in cui operava Panedda e possiamo quindi integrare il suo prezioso contributo con delle ipotesi nuove ma scientificamente fondate. Come quella, per esempio, che accredita la fondazione di Olbia da parte dei Greci, risalente almeno al VII sec. a.C.
Un altro suo pregevole vizio era “l’autopsia
amorevole dei ruderi”, da lui descritti, sempre ricordando la vita
che un tempo si era svolta intorno a quelle rovine. Dionigi Panedda, nel
corso di tutta la sua vita, si battè affinchè la nostra
città avesse un futuro intriso anche della sua storia plurimillenaria.
La sua figura di uomo e di studioso, a 12 anni dalla sua morte, è
stata finalmente ricordata, in modo efficace e significativo, grazie alla
Prima Giornata di Studi, organizzata dall’Istituto Tecnico “D.
Panedda”. Nei lavori portati avanti in classe e, nel corso della
Giornata di Studi, si è riusciti a fare luce sulla personalità
sfaccettata, sensibile e carismatica di Dionigi Panedda che ad Olbia,
sua città di adozione, ha dedicato tutta la sua vita di infaticabile
studioso e ricercatore.
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| Il convegno alla Stazione Marittima | |||||||
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| I relatori della Giornata di Studi. A destra Il Prof. Massimo Pittau | |||||||
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| Gli archeologi Rubens D'Oriano e Agostino Amucano | |||||||
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| Il Prof. Giovanni Lilliu | |||||||