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  Regole per l’utilizzo del Parco di Tavolara


La Capitaneria di Porto di Olbia ha varato la disciplina provvisoria dell’Area Marina Protetta di Tavolara - Capo Coda Cavallo. I contenuti dell’ordinanza sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal Comandante Girolamo Garofalo, affiancato dal Capo Servizi Ambiente Rodolfo Giovannini e dal Sottotenente di Vascello Salvatore Marchese.

Presenti alla conferenza anche i sindaci di San Teodoro e di Porto San Paolo, e il sub-commissario prefettizio Giovanni Meloni in rappresentanza del Comune di Olbia. Il Comandante della Capitaneria Garofalo ha esordito sottolineando che era necessaria una regolamentazione per consentire il legittimo utilizzo dell’area marina protetta per numerose attività. L’ordinanza, in vigore dal 16 maggio scorso, è stata redatta tenendo conto delle richieste avanzate dagli Enti Locali, cercando di armonizzare le esigenze di fruibilità e quelle della salvaguardia ambientale.

La disciplina provvisoria è basata sul nuovo decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.42 del 19/2/2002. La Capitaneria, nell’attesa che si costituisca il Consorzio di gestione fra i tre Comuni interessati, ha dovuto regolamentare l’utilizzo delle tre zone nelle quali è stata suddivisa l’area marina protetta. A questo proposito vi rimandiamo al sito web della Capitaneria di Porto di Olbia, dove la materia è spiegata in modo dettagliato ed esauriente. Per quanto riguarda la regolamentazione degli ancoraggi, questi sono permessi nelle zone B e C, solo se i fondali sono sabbiosi o pietrosi al fine di salvaguardare le praterie di poseidonia o altri organismi viventi. Coloro che operano all’interno dell’area marina protetta, dovranno dotare le imbarcazioni adibite al trasporto passeggeri, di casse di raccolta per le acque di sentina.

Nella zona B saranno permesse le immersioni, attraverso i centri diving mentre nella zona C sono libere. Il Comandante Garofalo ha ribadito che il regolamento provvisorio varato dalla Capitaneria, è scaturito dalla concertazione con gli amministratori locali, allo scopo di far decollare un parco in sintonia con le esigenze socio-economiche delle comunità interessate. “Il principio che ci ha guidati - ha dichiarato Garofalo- è stato quello di consentire il maggior utilizzo possibile dell’area marina protetta da parte dell’utenza, naturalmente nel rispetto di questo grande patrimonio ambientale”.

Sarà attivato il coordinamento con le altre forze di polizia affinchè vengano rispettate le regole stabilite. Se si violano quelle previste dal decreto ministeriale, scatta la denuncia penale e il giudice potrà anche disporre la confisca del mezzo nautico se dovesse accertare particolare gravità nella violazione mentre, se si violano le regole dell’ordinanza emanata dalla Capitaneria, è prevista una sanzione amministrativa.

PER SAPERNE DI PIU':
http://web.tiscali.it/capitaneria_olbia/