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Al via il restauro dei relitti: anche la BBC
si occupa del "tesoro" di Olbia
Sta per cominciare il restauro dei relitti delle antiche
navi affondate dai Vandali nel
Porto di Olbia ed emerse dal fango nel corso dei lavori per la realizzazione
del tunnel.
E' in corso la gara d'appalto; la somma stanziata dal Ministero dei Beni
Culturali ammonta a circa 250 mila Euro (500.000.000 di vecchie lire).
Entro la fine di questo mese si apriranno le buste e, immediatamente,
la ditta vincitrice inizierà le operazioni di restauro che, in
parte, si effettueranno ad Olbia, e in parte nella penisola. In base ai
risultati di questa prima tranche di lavori, sarà possibile fare
una previsione dei tempi necessari per completare l'opera ma due anni
sembrerebbe un termine ragionevole. E' già iniziato, invece, il
restauro degli oggetti recuperati nel corso degli stessi scavi.
I tecnici sono al lavoro nei laboratori di Sassari della Soprintendenza
Archeologica. Si sta effettuando una cernita dell'enorme quantità
di materiale contenuto in 600 casse. Naturalmente il restauro riguarderà
i reperti più rappresentativi ed interessanti. Richiederà
circa un anno di tempo, costo previsto 50.000 euro (circa 100.000.000
di vecchie lire) di fondi già disponibili. Inizialmente saranno
restaurati tre o quattro grandi relitti di navi romane che verranno sistemati
nel Museo Archeologico in fase di completamento ad Olbia.
L'archeologo Rubens D'Oriano, a questo proposito, precisa: "Andiamo
a restaurare e ad esporre ciò che abbiamo realmente trovato, senza
aggiungere parti nuove o vecchie ai relitti recuperati nel corso degli
scavi. Vicino a questi, i visitatori del Museo potranno naturalmente vedere
modellini, disegni, foto e ricostruzioni virtuali di quello stesso tipo
di navi". Intanto cresce l'interesse degli ambienti scientifici nazionali
ed internazionali per gli straordinari ritrovamenti di Olbia. L'archeologo
D'Oriano è appena rientrato da Aachen (attuale nome dell'antica
città tedesca di Aquisgrana), dove è stato invitato a illustrare
l'argomento "Relitti di Storia: lo scavo del Porto di Olbia"
nell'ambito di un convegno ad altissimo livello. Recentemente, in Inghilterra,
la BBC ha trasmesso un documentario televisivo sulle "antiche navi
affondate nel porto di Olbia dai Vandali".
E, anche sul , troviamo un interessante reportage, illustrato
da alcune fotografie inedite e firmato dall'inviato inglese Brian Barron,
che dà grande risalto alle scoperte fatte nel Porto di Olbia.
Sullo stesso argomento sono in uscita ampi servizi sul mensile "Quark"
e sul settimanale "Oggi". In effetti, nessuno poteva prevedere
che nell'area dei lavori per la realizzazione del Tunnel potessero essere
conservati nel fango 24 relitti.
Proprio il fango ha avuto una straordinaria funzione "conservativa"
sui legni.
Rubens D'Oriano ricorda gli inizi della vicenda e i suoi inaspettati sviluppi:
"Nel luglio 1999 sono affiorate notevoli quantità di ceramiche
e legni di navi e
poi è stato tutto un susseguirsi di ritrovamenti: abbiamo recuperato
24 relitti di navi, di cui due dell'epoca di Nerone, 16 risalenti al periodo
dell'invasione vandalica e due, importantissimi, dell'età giudicale.
Sono stati anche rinvenuti tre alberi di nave, di cui uno lungo otto metri,
più una straordinaria quantità di materiale archeologico
che documenta 25 secoli di storia della città. I risultati di questo
scavo archeologico dimostrano che, nell'ambito dei traffici del Mediterraneo,
Olbia era uno scalo molto importante".
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