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Bisogna lavorare per un’Isola
felice.
“Isola felice o isola alla
deriva?” Intorno a questo interrogativo, scelto come titolo del
V° Forum Regionale, ruotano i lavori della Confartigianato, riunita
nella sala congressi dell'Hotel Luna Lughente. Il Sindaco di Olbia, Settimo
Nizzi, nel suo realistico intervento, ha evidenziato alcuni punti dolenti
che, di fatto, impediscono il decollo di una vera industria turistica
nella nostra isola: “Siamo penalizzati da troppe carenze per quanto
riguarda il sistema delle infrastrutture, dei trasporti e delle risorse
idriche.
Per poter concretamente usufruire delle risorse comunitarie a disposizione
, è necessario disporre di progetti cantierabili, anche attraverso
l’appoggio degli enti locali e della Regione. Altro problema irrisolto
è quello delle attività turistiche –mordi e fuggi-;
come amministratori dovremmo obbligare gli operatori a tenere aperti i
loro esercizi un minimo di sei-otto mesi. Se non riusciamo a centrare
questo obiettivo è inutile continuare a parlare di allungamento
della stagione. Il traguardo potrà essere raggiunto solo se le
nostre località turistiche saranno vivibili ed accoglienti dalle
vacanze di Pasqua a quelle di Ognissanti”.
La tavola rotonda, incentrata sul tema “Sviluppo economico locale:
isole europee a confronto”, ha impegnato anche Giorgio Valdes, direttore
Generale dell’Assessorato Regionale del Turismo e Artigianato; Antonello
Angius, funzionario del Centro Regionale di Programmazione; Antonio Lantigua
Suarez, direttore del Ministero dell’Economia delle Isole Canarie
e Jean-Didier Hache , Commissario Esecutivo del CRPM (Conferenza delle
Regioni Periferiche Marittime d’Europa). E’ seguito un dibattito,
coordinato dal giornalista Gianni Zanata. L’incontro è stato
aperto dal Presidente Regionale della Confartigianato Giampiero Lecis
che ha sottolineato: “Artigianato e politica devono condividere
responsabilità e impegni sull’insularità; il nostro
essere isola deve diventare una opportunità per trasformare gli
ostacoli in vantaggi e, della nostra insularità, dobbiamo essere
orgogliosi”.
Lecis ha ricordato i grandi traguardi conquistati, negli ultimi dieci
anni, dal settore dell’artigianato in Sardegna. “Questo comparto
rappresenta oggi una carta vincente per lo sviluppo; vogliamo svolgere
un ruolo attivo, accanto alle istituzioni, per una battaglia politica
in difesa e a tutela dell’insularità”.
Antonio Lantigua Suarez, ha descritto le isole Canarie come un territorio
che ha forti similitudini con la Sardegna, (quasi la stessa superficie
e numero di abitanti). Ha quindi tracciato un quadro piuttosto roseo dell’arcipelago,
dove si registra un trend positivo relativamente alla crescita economica;
alle Canarie, infatti, si è riusciti a sviluppare un efficiente
sistema di porti e aeroporti; sono notevoli i vantaggi derivati dall’attivazione
della zona franca e l’industria turistica funziona ormai a pieno
regime.
I relatori hanno sottolineato che per garantire lo sviluppo della Sardegna
è necessario lavorare su diversi fronti: affrontare gli svantaggi
permanenti, quali i costi dei trasporti, l’energia elettrica, il
calo demografico, le variazioni climatiche e il contesto economico sfavorevole
all’imprenditoria; ridurre gli svantaggi competitivi promuovendo
lo sviluppo delle aree interne e favorire la crescita dell’economia,
adattandola a efficaci schemi di intervento pubblico.
I protagonisti dell’incontro si sono trovati tutti d’accordo
su un punto: per consentire il superamento del divario tra isole felici
e isole alla deriva, bisogna puntare sulle attività politiche comunitarie
di sviluppo e sostegno delle aree depresse ed investire sulla cooperazione
tra realtà economiche locali ed istituzioni. Prima ancora è
indispensabile valorizzare le risorse locali, costiere e interne, per
promuovere il turismo e l’economia nel rispetto dei principi della
coesione e della integrazione territoriale.
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