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Donne e politica: riprendono i seminari della FIDAPA


Sabato 9 novembre alle 17,30 , presso la sede della Confcommercio di Via Ogliastra, riprenderanno gli incontri-studio organizzati dalla Fidapa di Olbia. L’obiettivo dei seminari, iniziati lo scorso anno, è preparare ed orientare le donne in una materia complessa quale è la politica e le sue istituzioni. Dopo la pausa estiva, è stato fissato un calendario di conferenze: quella di sabato prossimo ha come titolo “L’ordinamento degli Enti locali dalla Legge n°142 del 1990 al Testo Unico del 2000” e sarà tenuta dal Dirigente del Comune di Olbia, Dott.ssa Annamaria Manca.

Seguirà l’intervento del Prof.Carlo Marcetti sul “Processo federalista tra realtà europea e nazionale”. Nella conferenza stampa di presentazione dell’attività Fidapa, la socia Dott.ssa Anna Vacca ha illustrato le finalità dell’associazione: “Molta strada è stata già fatta dalle donne, ma c’è ancora molto da fare e da conquistare.

Io non faccio gerarchie ma noi portiamo un contributo diverso da quello maschile. Vorremmo che fosse riconosciuto maggiormente il grande senso pratico delle donne, la loro capacità di risolvere i problemi reali, l’onestà, il grande entusiasmo e l’impegno che le contraddistinguono. Le donne dovrebbero finalmente ricoprire quei posti e quelle posizioni, fino ad ora negate.

Nella pubblica amministrazione, penso ad esempio agli assessorati all’urbanistica o al bilancio; tranne rarissime eccezioni, sono sempre appannaggio degli uomini così come “le stanze dei bottoni”. Per questo la Fidapa è partita dalla “formazione” delle donne anche in senso politico, con incontri-studio tenuti da esperti, docenti e costituzionalisti.

La Fidapa si sta anche organizzando, a livello nazionale, per la riforma dell’art.51 della Costituzione che recita: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”. Secondo la Fidapa, nell’articolo dovrebbero essere specificate meglio le condizioni di parità, stabilendo, ad esempio, che le liste elettorali siano formate dal 50% di uomini e dal 50% di donne.

 
 
Anna Vacca Facchini