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  “Perché non parli?” Nuova, prestigiosa mostra dell’artista olbiese Lino Pes


L’effetto magico del segno che incanta e persuade l’animo trasfigura i volti di donna ritratti da Lino Pes. La nuova personale dell’artista olbiese, inaugurata nella splendida cornice del Palazzo Pes di Villamarina a Tempio, è un omaggio alla bellezza e alla poesia. La mostra, intitolata “Perché non parli?” propone un’affascinante sequenza di volti di donna: vergini inquiete, bellissime streghe, parche sapienti. L’uso della sanguigna esalta luci e ombre; gli sguardi esprimono le infinite variabili dell’animo femminile; nei capelli scompigliati gioca il vento e sembrano galoppare i pensieri; le labbra schiuse rivelano solo in parte il gioco delle emozioni. I lavori su carta comprendono anche una serie di opere dedicate all’Ardia.

Lino Pes, sempre utilizzando tocchi, velature e suggestive trasparenze di sanguigna, racconta il fervore e la devozione per il Santo, nell’ardore solenne dei cavalieri, nell’impeto e nella tensione tenace e possente dei cavalli, nello sfondo partecipe della folla che incita, ondeggia, acclama e teme. Gli zoccoli dei cavalli sollevano polvere d’oro che richiama quello più intenso, compatto e sfolgorante dei santuari, autentici fari della devozione popolare, mentre sul sagrato si mescolano riti sacri e pagani. Il raffinato allestimento della personale è stato curato da Giovanni Costantino e Massimo Rosa di “Correnti d’Arte”. Particolarmente efficaci le parole del Prof. Antonio Debidda che ha presentato la mostra: “La pittura è la poesia per i sordi, la poesia è la pittura per i ciechi. La celebre frase di Leonardo sembra qui essere di casa. Sembra appartenere interamente a chi, come Lino Pes, crede che il mondo, la natura e il paesaggio, le cose e la gente, l’umanità intera possano essere osservati, rispettati, amati e interpretati attraverso il velo sottilissimo, preziosissimo e puro della bellezza, dell’estetica e dell’eleganza, del gusto, della misura e dell’equilibrio…”.

Nel corso dell’inaugurazione è stata anche letta una prestigiosa recensione sull’opera dell’artista olbiese, firmata dal Direttore dell’Accademia di Brera, Fernando De Filippi. Lino Pes viene definito così: “…Novello Re Mida traduce in arte tutto ciò che tocca, utilizzando appunto l’ipersensibilità dell’artista autentico…è un artista che, pur lavorando all’interno dei linguaggi e delle ricerche più attuali non ha perduto la sua identità, il suo cordone ombelicale che è rimasto comunque legato alla sua isola… La bellezza come condizione di vita o meglio, la ricerca della bellezza, per Lino Pes, consiste nella ricerca di una condizione che porta alla conoscenza e che si pone come obbiettivo il “fatto ad arte”. L’artista è uomo della “polis”, lotta, lavora, ama, nella città e per la città”.

 

 
Lino Pes