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  Famiglie più attente e una scuola migliore: questo chiedono i “ragazzi normali”

Si è rivelato anche più interessante del previsto il Convegno -“Ragazzi normali” : le paure, le angosce, la solitudine dei giovani nel rapporto con i genitori-, organizzato dall’Associazione Genitori Olbia e dal C.A.V (Centro Aiuto alla Vita), in collaborazione con la Fondazione Cesar e il C.S.V Sardegna Solidale. Dopo il saluto del Vice-Sindaco di Olbia, Pino Masala e il suo ringraziamento ai promotori dell’iniziativa, i lavori sono subito entrati nel vivo grazie all’intervento di una studentessa del Liceo Socio-Pedagogico di La Maddalena.

La ragazza, parlando a nome dei compagni, ha chiesto più attenzione ai problemi dei giovani di oggi, le cui richieste e bisogni più autentici vengono troppo spesso ignorati. Sono seguiti gli interventi dei vari relatori, cominciando da quello del sociologo Giancarlo Brunello, autore del libro-ricerca “Ragazzi normali”, dove vengono esaminati problemi quali l’anoressia, l’uso di droghe, il rapporto con i genitori e con i media, l’abuso di alcool, la necessità di uccidere. Il dott.Brunello ha esordito affermando che “il pianeta giovani” non esiste; forse sembrano tutti uguali ma non lo sono; soffrono di solitudine, hanno bisogno di aiuto, stanno insieme per darsi sicurezza l’uno con l’altro; soffrono per la mancanza di prospettive; chiedono amore, tenerezza e dialogo.

Credono in valori fondamentali quali la pace, la tolleranza e la solidarietà. Il 75% dei giovani di oggi, si sente rassicurato dalla presenza della polizia e preferisce vivere in famiglia, considerata ancora un punto di riferimento importante. E, proprio dalla famiglia e dalla scuola vorrebbero essere più ascoltati e considerati. Vorrebbero anche parlare di valori in una società che, invece, monetizza tutto. Altro problema, affrontato dal sociologo, è la comunicazione “melassa” che confonde e mescola tutto annullando valori e cultura. I danni della televisione-spazzatura, creatrice di modelli fasulli, sono enormi e si ripercuotono sulla società. La direttrice Didattica Paola Sini, dopo aver ringraziato Candida Rossi, responsabile dell’A.Ge. di Olbia, per l’attività svolta in questi anni, ha esaminato i “punti deboli” di un certo tipo di scuola all’interno della quale possono manifestarsi forme di malessere e disagio. Gli insegnanti devono incoraggiare, valorizzare la creatività, sollecitare ed ascoltare gli studenti, trattandoli come persone con bisogni, sentimenti ed emozioni.

Ma, anche la famiglia, secondo la dott.ssa Paola Sini forse non ha saputo gestire in modo adeguato l’irrequietudine dei figli. Le mamme di oggi dovrebbero dedicare ai loro ragazzi “più tempo di qualità”. D’altra parte, scuola e famiglia, sono fagocitate da una società in continuo movimento alla frenetica rincorsa del successo. Ci si ritrova sempre in competizione, alla ricerca di quel qualcosa che può fare la differenza tra noi e gli altri. Molto interessante anche l’intervento del Dott. Federico Palomba, ex Presidente del Tribunale dei Minori di Cagliari, secondo cui “lo stereotipo del giovane è sempre più costruito dai modelli indotti dalla televisione commerciale (successo e guadagno facile, il consumismo griffato, emozioni forti, violenza e sesso); i ragazzi di oggi sono bombardati da questo tipo di messaggi. Famiglia e scuola devono quindi reagire senza abdicare al ruolo fondamentale di educatori.

Ma, i genitori, per primi, devono lottare contro un input negativo: la fretta. Nelle famiglie, bisogna riprendere l’abitudine al dialogo, alla riflessione e alla ragionevolezza. In questa società i ragazzi sono sempre più soli, vivono nell’anonimato. E’ necessario costruire un sistema di relazioni in cui ogni individuo deve essere trattato come una persona, irripetibile, con diritti uguali agli altri”. Sono seguiti gli interventi del Prof. Gianpiero Farru Presidente di Sardegna Solidale, di Gino Mereu Presidente C.R.U Sardegna e di Nadia Spano del C.A.V.