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  Tre tombe romane scoperte in Via Acquedotto

Tre tombe di epoca romana sono state scoperte in via Acquedotto in un cantiere vicino al Liceo Scientifico. L’area del ritrovamento corrisponde ad un settore della grande necropoli situata ad occidente dell’antico abitato.
Una moneta, alcune lucerne africane ed un piccolo vaso costituivano il corredo funerario definito “comune” da Rubens D’Oriano, direttore della sede olbiese della Soprintendenza Archeologica.

La scoperta è avvenuta, in modo del tutto occasionale, durante i lavori per la costruzione di un edificio. Due sepolture si sono rivelate del tipo chiamato alla “cappuccina”, cosiddetto proprio perché il corpo del defunto veniva coperto da un tetto di tegole, mentre la terza era “in anfora”.

Il corredo della prima e della terza tomba sono databili intorno al II sec.d.C. mentre gli oggetti trovati nella seconda sepoltura sono ascrivibili al V sec, la stessa epoca a cui si fa risalire la distruzione del porto di Olbia da parte dei Vandali. Il sottosuolo ha quindi restituito ulteriori testimonianze di un momento storico rimasto oscuro fino allo straordinario ritrovamento, nell’area del tunnel, dei >25 relitti di navi e dell’enorme quantità di reperti attualmente in corso di restauro.

Le tre tombe, scoperte nei giorni scorsi, si aggiungono alle numerosissime scavate in questi anni. All’interno delle sepolture sono stati rinvenuti anche pochi resti ossei e dei chiodi di ferro che, probabilmente, tenevano insieme le tavole di un piano di deposizione in legno.