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Lino
Pes: contemporaneità nella tradizione
La personale del pittore olbiese Lino Pes, allestita
presso il Centro Culturale di Padru, oltre a suscitare grande interesse
per la bellezza delle opere esposte, rappresenta una sfida dell’artista
a quella tendenza culturale che rinnega il passato considerandolo superato.
Lino Pes lancia un appello all’orgoglio della tradizione usando
in modo non convenzionale tecniche da accademia: “Quest’ultima
mostra è stata ispirata dalla constatazione che proprio le generazioni
dei figli cresciuti a Nutella, indossano con grande orgoglio ed austerità
gli abiti della tradizione, i costumi presi dalle cassapanche dei genitori,
per compiere i riti della Settimana Santa o in occasione di feste patronali,
processioni e sagre.
Sfilano con lo stesso spirito fiero degli antenati e l’atteggiamento
altero degli antichi conquistatori spagnoli”. I dipinti esposti
a Padru raffigurano confratelli, consorelle sacerdoti, chierici e cavalieri.
La tecnica mista con smalto e foglia d’oro esalta i colori accesi
delle grandi tele e la suggestiva mescolanza di riti cristiani e pagani,
dove spiccano i rossi ed i viola dei paramenti sacerdotali.
Travolgente il galoppo dei cavalieri dell’Ardia; quasi un’iniziazione
alla virilità nella manifestazione più autenticamente sarda,
un rito antichissimo, mutuato dal paganesimo nella tradizione cristiana
ma che, inavvertitamente, ritorna al paganesimo. Lino Pes, dice che “per
scaramanzia ha smesso di contare le sue mostre”; artista a tempo
pieno, la sua pittura è un esempio di continua sperimentazione
e ricerca abbinate alla valorizzazione della sardità, nelle sue
espressioni più interessanti ed autentiche (costumi e portamento,
riti e tradizione ).
Per i lineamenti dei suoi personaggi ha effettuato approfonditi studi
di fisiognomica; questo spiega la particolare familiarità dei volti
di uomini e donne che ritroviamo nei quadri di Pes. Negli anni scorsi
ha completato un prezioso lavoro finalizzato alla ricostruzione ed illustrazione
dell’antico abbigliamento olbiese, per conto della locale Azienda
Autonoma di Soggiorno e Turismo. Per il Consorzio Industriale ha realizzato
una serie di serigrafie sugli angoli storici della città e un’altra,
lunga tre metri dove ha raffigurato un’ipotetica Terranova settecentesca
vista da un viaggiatore.
Questa serigrafia, stampata molti anni fa, è particolarmente interessante
perché il pittore-viaggiatore Lino Pes, nella sua “visione”
della vecchia città, aveva anche anticipato qualche recente ritrovamento
archeologico (lo scavo delle navi romane in Via Genova ). Un’altra
ipotetica veduta della Terranova ai tempi degli spagnoli, sempre firmata
da Lino Pes, si trova nella sede dell’Aspo.
La sua prossima mostra, intitolata “Perché non parli?”(
interamente dedicata a volti di donna), si terrà a fine novembre
nello storico Palazzo dei Pes di Villamarina a Tempio.
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