| LE NAVI DI OLBIA | ||||
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Intervista a Rubens D'Oriano D- Passiamo adesso dall'utile ma freddo linguaggio dei dati consuntivi alle sue considerazioni, anche emozionali, su questi eccezionali ritrovamenti? R- In effetti, possiamo dire questa scoperta ha rappresentato un evento straordinario che sta facendo circolare il nome di Olbia a livello nazionale e internazionale. Nell'intera storia dell'archeologia mediterranea solo due ritrovamenti si possono paragonare a questo: lo scavo di Pisa dove sono stati ritrovati 16 relitti di antiche navi e quello della Borsa di Marsiglia, dove i legni erano una decina. Ma, nelle aree portuali di queste due città, a differenza di quanto successo ad Olbia, i relitti sono stati ritrovati molto distribuiti nel tempo. In quei casi, ogni tanto, andava a fondo una barca e quindi, gli scavi di Pisa e Marsiglia hanno valore documentale. A Olbia, invece, c'è anche un rilevante significato storico. L'affondamento delle navi da parte dei Vandali, è una fotografia di un momento che è una delle svolte fondamentali della storia dell'Occidente: la fine dell'Impero Romano. Accade raramente che uno scavo archeologico possa fare luce su un evento della grande storia, quella che, per intenderci, si studia a scuola. Ebbene, questo è accaduto nel Porto di Olbia.
D- Inizialmente, siete rimasti sorpresi dall'entità del ritrovamento o, in qualche modo, eravate preparati a questa scoperta? R- Nessuno poteva prevedere che nell'area dei lavori per la realizzazione del Tunnel potessero essere conservati nel fango 24 relitti. Proprio il fango ha avuto una straordinaria funzione "conservativa" sui legni. Infatti, i materiali organici quali il legno o il cuoio, negli scavi a terra non si conservano. Comunque, noi sapevamo di dover sorvegliare la zona interessata ai lavori dato che si andava ad intervenire nell'area portuale antica. Eravamo quindi già allertati, pensavamo di trovare un frammento di relitto, ma nessuno poteva immaginare una cosa del genere. Il 1 luglio del '99 sono affiorati notevoli quantità di ceramiche e legni di navi; abbiamo fermato i lavori nella parte nord, tra il Palazzo Municipale e Villa Tamponi. E poi è stato tutto un susseguirsi di ritrovamenti come ho schematizzato nel bilancio di fine scavo: abbiamo recuperato 24 relitti di navi, di cui due dell'epoca di Nerone, 16 risalenti al periodo dell'invasione vandalica e due, importantissimi, dell'età giudicale. Sono stati anche ritrovati tre alberi di nave, di cui uno lungo otto metri, più una straordinaria quantità di materiale archeologico che documenta 25 secoli di storia della città. I risultati di questo scavo archeologico dimostrano che, nell'ambito dei traffici del Mediterraneo, Olbia era uno scalo importante. D- Fare un elenco è chiaramente impossibile, ma vorremmo da lei una sintesi degli oggetti recuperati nel corso dello scavo. R- Parliamo di decine di migliaia di reperti, tra cui: lucerne, ceramica fine da mensa, anfore, monete, anelli, ancore, pesi, frammenti di ambra, corna di animali, vasi di legno, strumenti di lavoro, statuette di divinità egizie e greche, oggetti di toeletta, uno zaffiro, un askòs ovvero un vaso per liquidi pregiati a forma di tonno, un brucia-profumi a forma di pigna, una testina di terracotta greca prodotta ad Olbia nel VI sec.a.C., un anello raffigurante un'eclisse di sole, una collana di pasta vitrea, un disco in terracotta di epoca romana raffigurante un complesso scenario trionfale, vasi con fregi e decori, una coppa corinzia a rilevo con scena di battaglia tra Greci e Barbari, un bicchiere con viso umano, brocche di ceramica invetriata, un sacchetto di monete concrezionate, due o tre frammenti di crani umani, tantissime ossa di animali (ovini, bovini, maiali, pesci). Devo anche dire che una discreta quantità delle migliaia di reperti emersi dal fango, era in buono stato di conservazione.
D- Come ha reagito la cittadinanza di Olbia davanti ai ritrovamenti? R- Dopo una prima fase di tangibile ostilità e scetticismo, possiamo dire che ha prevalso la consapevolezza dell'importanza del ritrovamento. Devo ringraziare il Sindaco che, dopo un'iniziale fase di sconcerto, ha sempre sostenuto il nostro lavoro, e la stampa che ha seguito, sin dal principio, con molta attenzione e correttezza, l'evolversi dello scavo. D- Ora la campagna di scavo
può dirsi conclusa, il materiale archeologico, relitti compresi, è tutto
stivato in un luogo sicuro. Quali saranno i prossimi interventi? |
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| Relitto medioevale | |||||
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| Bicchiere con corsa di quadrighe nel Circo Massimo |
Askòs (vaso per liquidi di pregio) a forma di tonno
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| Frammenti di gamba e testa di statua virile bronzea a grandezza naturale | |||||
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| Fondo di coppa decorata a rilievo con scena di puttini danzanti | |||||
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| Matrice fittile con scena di trionfo | |||||
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| Coppa a rilievo con scena di Battaglia tra Greci e Barbari | |||||
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